Home Politica scolastica D’Errico (Unicobas): “Si apre con uno sciopero”

D’Errico (Unicobas): “Si apre con uno sciopero”

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  • GUERINI

Nostra intervista a Stefano d’Errico, segretario nazionale Unicobas, sull’inizio dell’anno scolastico e sulla lotta sindacale contro la Legge 107, la riforma della scuola realizzata dal governo Renzi.


Il vostro sindacato ha deciso di aprire l’anno scolastico con uno sciopero delle attività aggiuntive dei docenti e degli straordinari del personale Ata. Perché?

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Questo non è un anno come gli altri. Ci troviamo di fronte ad un attacco senza precedenti nei confronti di quelli che sono davvero gli aspetti migliori più della nostra scuola (collegialità, cooperazione e libertà di insegnamento): è del tutto evidente che in un contesto simile non si può stare a guardare.
Abbiamo avuto a che fare in questi mesi con un governo del tutto insensibile rispetto al più grande sciopero della storia della scuola italiana e completamente sordo a quando accadeva anche nelle aule del Parlamento dove pure si sono svolte audizioni, dibattiti e tentativi di fermare il disegno di legge.
A questo punto, è preciso dovere dei lavoratori non collaborare alla riuscita del “piano Renzi”

Che ne pensate degli esiti di questa prima fase del piano di assunzioni?

Tutto come da copione.
Avevamo previsto che le assunzioni non sarebbero state quelle annunciate e così è avvenuto, dato che fino ad ora sono state fatte assunzioni che coprono il turn over o poco più.
L’organico funzionale quest’anno non ci sarà e se arriverà se ne parlerà fra due-tre mesi con vuoti paurosi nelle regioni del nord.
Anzi dal Miur arrivano persino voci secondo cui le assunzioni potrebbero procedere fino a febbraio.
La “supplentite” non verrà affatto eliminata, ma piuttosto verrà impedito ai precari più preparati (cioè a quelli con più di 36 mesi di servizio) di continuare a lavorare.
E così di qui in avanti i contratti a tempo determinato saranno destinati più che altro ai neofiti.
E non è neppure vero che si saranno maggiori investimenti.
E’ invece ormai certo che i ritardi nell’avvio dell’organico potenziato determineranno un risparmio di 700 milioni che non si sa come verranno riutilizzati.

Voi state proponendo alle scuole di contrastare anche l’avvio del progetto sulla valorizzazione del merito dei docenti. In cosa consiste la vostra iniziativa?

Proponiamo ai collegi dei docenti di approvare una specifica mozione con la quale si delibera di non eleggere i propri membri nel comitato di valutazione; in questo modo nessun dirigente potrà far funzionare il comitato che, essendo un collegio perfetto, deve essere al completo per assumere qualsiasi decisione.
Lo stesso andrebbe fatto nei consigli di istituto.  Per salvaguardare i colleghi neoassunti e che si troveranno nell’anno di prova si potrà costituire il comitato verso la fine dell’anno scolastico.

Che ne pensate dell’iniziativa svoltasi al Teatro Quirino di Roma l’11 settembre (assemblea nazionale delle RSU)?

Si tratta di una iniziativa che si è svolta con modalità inaccettabili.
Per intanto accogliamo con favore il fatto che l’opposizione interna della Flc-Cgil (“Il sindacato è un’altra cosa”) in una propria nota ufficiale definisca l’assemblea chiusa dell’11 una farsa, esattamente come abbiamo fatto noi fin da subito.
Nell’ assemblea è stata persino impedita la lettura della mozione del movimento della scuola approvata i 6 settembre a Bologna. E’ al tempo stesso significativo che “Il sindacato è un’altra cosa” aderisca in sostanza alla nostre proposte (delibera contro il comitato di valutazione e sciopero di attività aggiuntive e straordinari).