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DaD fino a Natale. E poi? Giannelli: alunni e docenti in classe col cappotto, dotiamo le aule di aerazione automatica

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Il tema del rientro in classe appassiona. E si allarga il numero di addetti ai lavori che “spingono” perché si faccia in fretta. A pensarla come la ministra dell’Istruzione, che ha definito false le sue dichiarazioni sul ritorno a gennaio della scuola in presenza, le associazioni dei pediatri e il coordinatore del Cts Agostino Miozzo, sono anche i presidi: in particolare, Antonello Giannelli, presidente nazionale Anp, che su La Repubblica esorta il governo a puntare tutto sui trasporti, sull’aerazione delle aule, tracciamento veloce dei contagi negli istituti e maggiorazione organici.

No alla DaD tutto l’anno

E dice di muoversi il prima possibile, tornando alle lezioni in presenza, perché più di tre milioni di studenti a casa sono “una sconfitta per il Paese”.

Poi argomenta il concetto: “Con la didattica a distanza si potrà andare avanti per un po’, specie con i ragazzi più grandi, ma non è pensabile di finire l’anno scolastico così, sarebbe un prezzo altissimo”.

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In classe senza rischi

Giannelli è comunque realista. E non vuole nemmeno passare per chi non ha a cuore la salute degli alunni e dei docenti: con la DaD, ammette, “forse si arriverà a dopo le vacanze di Natale. Non vorrei essere frainteso: tutti noi vogliamo la scuola in presenza, ma questo deve avvenire senza pregiudicare la salute. Per questo dico che intanto bisogna darsi da fare, altrimenti non ci saranno le condizioni per la riapertura o finiremo per aprire e tornare subito dopo a chiusure localizzate”.

Quello del miglioramento dei trasporti, sostiene il leader Anp, è un passaggio cruciale: per questo dice che è “inaccettabile questo ping pong tra Governo e Regioni; con la capienza dei mezzi al 50% si dice che non ce la si fa, se è all’80% si diffonde il contagio. Una situazione di stallo che deve finire. Bisogna comprare più mezzi e assumere autisti. E integrare il sistema pubblico con i privati che ora non lavorano, penso ai bus turistici. Sia l’occasione per mettere in piedi un sistema di trasporto scolastico che in Italia non c’è mai stato, la Germania ce l’ha”.

Per l’areazione i tedeschi hanno speso 500 milioni

I tedeschi, continua Giannelli, hanno anche “investito 500 milioni per l’aerazione delle scuole. Noi lo abbiamo chiesto”, ma senza ottenere “nessuna risposta”. Quindi, in Italia “per aerare le aule l’unico sistema è aprire le finestre. Tra Covid o freddo, meglio il male minore, stare cioè in classe col cappotto”.

Poi c’è il problema dei test. “La sanità territoriale deve essere messa in condizione di intervenire con rapidità nelle scuole, dalle materne alle superiori – osserva – abbiamo presidi che scrivono alle aziende sanitarie senza ricevere risposte per oltre una settimana: così diventa ingestibile, non riusciamo a fare lezione. Chiediamo che tra diagnosi e tracciamento passino solo due giorni. La nostra proposta è di un organico Covid dedicato alle scuole: almeno 5mila assunzioni”.

Più autonomia alle scuole

Qualche giorno fa, sempre Antonello Giannelli aveva rivendicato maggiore autonomia degli istituti e meno vincoli imposti.

“Non si può imporre alle scuole qualcosa che sono i dirigenti di istituto a dover decidere. L’autonomia scolastica è in pieno vigore ed è tutelata dalla Costituzione, e serve a far sì che ogni scuola offra un’offerta formativa calibrata sulle diverse esigenze del territorio”, ha detto il leader del primo sindacato dei presidi in Italia all’agenzia Ansa.

Secondo Giannelli, “imporre vincoli nazionali e regionali contravviene al principio legale, perché quello che si decide in una grande città non va bene per i piccoli centri, le periferie o i centri rurali”.

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