A tredici anni dall’ultima revisione, la scuola italiana si prepara a una nuova trasformazione. Le Indicazioni Nazionali del 2012 avevano il compito di traghettare l’istruzione in una società globalizzata e discontinua. Un passaggio intermedio fondamentale è avvenuto nel 2018 con il documento “Nuovi Scenari”, che ha riletto le Indicazioni alla luce delle emergenze ecologiche, economiche e dei nuovi flussi migratori, mettendo al centro la cittadinanza. Oggi, le Nuove Indicazioni 2025, in vigore dal 1° settembre 2026, rispondono a sfide diverse: l’intelligenza artificiale, la crisi climatica e la necessità di un “nuovo umanesimo” che metta al centro la libertà e la responsabilità della persona.
Ecco un’analisi schematica delle principali differenze e novità apportate dal nuovo documento rispetto al precedente.
Il cambiamento più profondo riguarda l’approccio ai programmi. Se nel 2012 si puntava su un vasto scenario di stimoli culturali, il 2025 adotta il motto latino “Non multa, sed multum”.
Mentre nel 2012 le tecnologie erano viste come una “rivoluzione epocale” per l’accesso alle informazioni, oggi il focus si sposta sull’intelligenza artificiale.
Il nuovo documento rivoluziona l’area scientifica con l’Istruzione integrata STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica).
In controtendenza con la digitalizzazione estrema, il 2025 riscopre i pilastri della cultura classica e manuale.
| Indicazioni 2012 | Nuove Indicazioni 2025 | |
| Obiettivo | Saper stare al mondo | Trovare la propria realizzazione e libertà |
| Metodo | Trasmissione standardizzata | “Non multa, sed multum” (essenzialità) |
| Tecnologia | Uso dei nuovi media e TIC | IA critica e ibridazione tecnologica |
| Scienze | Matematica e Scienze separate | STEM integrate e Informatica dal primo ciclo |
| Lingue | Italiano, Inglese, Seconda lingua | Introduzione del Latino (LEL) alle medie |
| Ambiente | Valorizzazione del territorio | Cura del pianeta e coscienza ecologica sistemica |
| Scrittura | Pratica introdotta gradualmente | Difesa del corsivo e della carta e penna |
Le Nuove Indicazioni Nazionali non sono un aggiornamento formale, ma una vera ridefinizione del lavoro docente. Con l’entrata in vigore dal 2026/2027, alle scuole viene chiesto di ripensare curricolo, progettazione e valutazione. Il rischio, però, è che tutto resti sulla carta: senza strumenti operativi, l’autonomia rischia di trasformarsi in disorientamento.
Su questi argomenti il corso Indicazioni nazionali del primo ciclo: verso il curricolo d’istituto, 10 ore di formazione in modalità asincrona, con i formatori Anna Maria Di Falco e Giovanni Morello.
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