È dedicata proprio al mondo ATA la nuova puntata di “Scuola Talk”, la trasmissione di approfondimento settimanale de La Tecnica della Scuola. Ospiti di questa puntata Giuseppe Mancuso, presidente di FederAta, che rappresenta la categoria a livello sindacale, e Maurizio Primo Carandini, dirigente dell’Istituto “Paolo e Rita Borsellino” di Valenza (Alessandria), divenuto noto per aver elargito spontaneamente dei benefit economici ai propri collaboratori scolastici, così da valorizzare il loro impegno a favore dell’istituto. Un gesto che ha fatto in breve il giro d’Italia.
Il dirigente Carandini durante la trasmissione ha dichiarato: “Il personale ATA paga lo scotto di un “reclutamento selvaggio”. Vi è una chiara corresponsabilità tra i vari Governi e le forze sindacali, che hanno accettato stipendi bassi in cambio di modalità di reclutamento che non prevedono prove di effettiva capacità professionale. Ritengo che le ultime procedure concorsuali non abbiano prodotto esiti positivi in termini di professionalità. È assurdo pensare che un lavoratore possa passare dall’uso della ramazza alla gestione amministrativa il giorno successivo, senza alcuna procedura formale e formante. Questa dinamica dimostra la scarsa considerazione che si ha della scuola: il personale ATA ne è l’ossatura e la struttura portante, come dimostrato dalla gestione complessa dei fondi PNRR, PON e PN”.
“La burocrazia scolastica è aumentata a dismisura, colpendo a caduta libera i Dirigenti, i DSGA e gli assistenti amministrativi. Il carico di lavoro è tale che le 36 ore settimanali non sono più sufficienti; molti dipendenti lavorano da casa con grande spirito di abnegazione. La scuola deve essere intesa come un’azienda complessa che non produce oggetti materiali, ma sapere e competenze. Se lo Stato non è in grado di contingentare i compensi in base al segmento occupato, devono essere i Dirigenti Scolastici ad attivarsi, ad esempio con i Comuni per il pagamento delle funzioni miste”.