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Decreto in CdM, spunta il welfare scolastico

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Alla vigilia della presentazione in Consiglio dei ministri del “pacchetto” di misure su scuola, università e ricerca, si rincorrono le indiscrezioni sui contenuti dei provvedimenti. Le misure contenute nell’articolato, limato fino all’ultimo momento, riguardano lo spostamento di diverse migliaia di posti di sostegno (i più ottimisti parlano di 27-28mila cattedre) dall’organico di fatto a quello di diritto. Ci sono poi il dimensionamento delle scuole con riferimento agli organici di dirigenti scolastici e direttori generali amministrativi (in base all’accordo Stato-regioni), la riduzione dei costi dei libri di testo da adottare, una norma salva-presidi, i finanziamenti alle scuole per sopperire alle esigenze che ogni istituto deve affrontare con l’inizio delle lezioni), un potenziamento della ‘geografia’ negli istituti tecnici e professionali. Finanziamenti sono previsti anche per la ricerca.
Come annunciato negli ultimi giorni dal ministro, il decreto prevede un welfare scolastico, con un pacchetto trasporti (bus e treni) pensato nell’ottica di abbassare il costo dell’istruzione per gli studenti e le famiglie. Ma anche la cancellazione del contestatissimo bonus maturità. Già nel cosiddetto Decreto del fare era stato messo un tassello per ridare centralità agli studenti prevedendo dal 2014 il finanziamento (a disposizione 17 milioni di euro) di borse per la mobilità, pari a 5.000 euro annui, agli studenti meritevoli che si immatricolano in un corso di laurea triennale o magistrale a ciclo unico in una Regione diversa dalla propria. Misura a cui si sono aggiunti i tirocini formativi da 400 euro al mese in azienda (sempre dal 2014). Ora si procede nello stesso solco.
Uno stanziamento è previsto per favorire l’Orientamento dei ragazzi, in uscita sia dalle medie sia dalle superiori, con l’obiettivo di far emergere attitudini ed evitare scelte sbagliate.
Permangonole incertezze sui 3.500 insegnanti non più idonei all’insegnamento (i cosiddetti inidonei) nei ruoli di assistenti amministrativi e tecnici dei laboratori scolastici.
Mentre sembra essere tramontata l’ipotesi di affrontare, sul fronte pensionistico, la vicenda “Quota 96”, almeno in questo provvedimento, mettendo fine alle speranze dei circa 6.000 tra docenti e personale scolastico che si attendevano che il governo ponesse rimedio a un errore della riforma Fornero. Sul fronte universitario importante e’ l’istituzione di una graduatoria unica nazionale per i medici specializzandi che sostituirà quelle attuali per singolo ateneo. Una novità che punta a favorire la trasparenza degli esami e ad arginare le baronie.