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Decreto legge n. 7: perplessità della relatrice di maggioranza

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Inizia in salita il cammino parlamentare del decreto legge n. 7 che entro la fine di marzo dovrà essere convertito in legge dalle Camere.
Nella seduta del 13 febbraio la Commissione Istruzione della Camera ha iniziato l’esame dell’articolo 13 che è interamente dedicato alla scuola.
Alcuni commi dell’articolo riguardano la valorizzazione dell’area tecnico-professionale, mentre la restante parte affronta la questione degli sgravi fiscali concessi ai singoli cittadini o alle imprese che vogliano fare elargizioni alle scuole.
Le disposizioni sono state illustrate alla Commissione dalla deputata diessina Alba Sasso che ha rimarcato le proprie perplessità su alcuni aspetti del provvedimento.
Alba Sasso ha esordito sottolineando come le modalità scelte dal Governo (decreto-legge) siano tali da limitare di fatto il dibattito sul provvedimento: si tratta di una scelta quanto meno “inusuale” ha detto testualmente la deputata diessina.
Descrivendo poi nel dettaglio i contenuti dell’articolo 13, la relatrice di maggioranza
ha messo in evidenza che “il testo non reca alcun chiarimento circa le strutture sedi di percorsi sperimentali di istruzione e formazione di cui all’articolo 28 del decreto n. 226 del 2005” ed ha segnalato “la necessità di evidenziare con chiarezza se le strutture formative di cui al capo III del decreto legislativo 226 che ai sensi dell’articolo 28 costituiscono attuazione graduale del diritto dovere restino sedi di spendibilità dell’obbligo scolastico, anche se provvisoriamente, e che cosa resterà dell’istruzione e formazione professionale, dal momento che gli istituti professionali rientrano nell’istruzione statale”.
Ma se sulla questione dell’area tecnico-professionale Alba Sasso si è limitata ad evidenziare alcune contraddizioni del provvedimento governativo, sul problema degli sgravi fiscali l’affondo è stato più deciso: la relatrice non ha infatti nascosto le proprie perplessità “sul fatto che l’onere finanziario dell’intero intervento normativo peserà sul bilancio del Ministero della pubblica istruzione, prima attraverso l’utilizzo delle disponibilità esistenti sulle contabilità speciali, e dal 2010 mediante riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 634, della legge 27 dicembre 2006, n. 296”.
Un po’ a sorpresa Alba Sasso ha addirittura concluso la propria esposizione riservandosi di formulare una proposta di parere solo nel prosieguo dell’esame del provvedimento.
In altri termini questo significa che è molto probabile che in Commissione Istruzione l’articolo 13 del decreto-legge otterrà un parere favorevole ma con ampie proposte di modifica.