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25.09.2026

Decreto legge scuola, per Schlein è “un concentrato di razzismo e ignoranza, nei fatti inapplicabile”

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto legge sulla scuola che introduce il divieto di andare in classe a volto coperto, un tetto massimo del 30% di alunni che conoscono poco l’italiano nelle prime classi, e l’obbligo per i genitori di questi studenti di seguire corsi gratuiti di lingua italiana, pena una multa da 200 a mille euro.

Cosa prevede il decreto

Sparisce dal testo definitivo una misura che fino all’antivigilia del Consiglio dei ministri compariva nella bozza: l’allontanamento dei minori dalla famiglia in caso di rifiuto dei genitori di seguire i corsi di lingua. Al suo posto, nella versione approvata, restano le sole sanzioni pecuniarie. Interpellato sulla bozza circolata, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara l’ha seccamente smentita: “Ma vi pare che leviamo i bambini alle famiglie? Non so chi vi dà queste bozze, forse qualcuno dell’opposizione”. Sul piano numerico, lo stesso ministro spiega che sono 34mila le classi che superano il tetto del 30%, ma togliendo i bambini che l’italiano lo conoscono già, restano meno di mille le aule effettivamente da rivedere.

Le parole del Governo

Per la premier Giorgia Meloni si tratta di “strumenti di buonsenso per una scuola che integra senza rinunciare alle regole”, e commenta l’approvazione dicendo di aver “evitato le classi ghetto”. Sui social, il vicepremier Matteo Salvini parla di “vittoria per una battaglia storica della destra”. Valditara insiste sulla centralità della lingua italiana “come grande strumento di integrazione”.

Le critiche del Pd e di +Europa

Durissima la reazione del Partito democratico. Per la segretaria Elly Schlein, “mentre le famiglie sono preoccupate da crolli e infortuni negli edifici scolastici, gli stipendi degli insegnanti restano tra i più bassi d’Europa, il governo s’inventa una nuova caccia alle streghe sulla pelle dei più piccoli, indicandoli come bersaglio”. Per Schlein, se “la scuola è aperta a tutti come dice la Costituzione”, il decreto è invece «vergognoso»: “Un concentrato di razzismo e ignoranza, nei fatti inapplicabile, frutto della propaganda becera di Meloni al rimorchio di Vannacci”.

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