Nella conversione in legge del decreto n° 19 del 19 febbraio 2026 avente come argomento disposizioni urgenti per l’attuazione del piano nazionale di ripresa e resilienza alla sezione IV riguardante le disposizioni urgenti in materia d’istruzione e merito, all’art. 18 sono state introdotte diverse novità in merito alla riforma degli istituti tecnici professionali.
Il decreto PNRR, approvato l’8 aprile 2026, nel rivedere la riforma degli istituti tecnici e professionali, mira a riorganizzare l’istruzione tecnica adeguando i curricoli alle esigenze in termini di competenze del settore produttivo nazionale, orientandoli anche verso le innovazioni introdotte dal Piano nazionale «Industria 4.0» in un’ottica di piena sostenibilità ambientale. In questo senso è stata prevista la revisione dell’assetto ordinamentale dei suddetti istituti, in modo da sostenere il rilancio del Paese, consolidando il legame tra crescita economica e giustizia sociale.
La riforma, che prevede due macro aree, una sul settore economico e una su settore tecnologico, con la possibilità degli studenti di scegliere tra ben 11 indirizzi, sarà introdotta nell’anno scolastico 2026/2027 per le classi prime, fermo restante che il numero complessivo delle classi della scuola secondaria di secondo grado non può essere superiore a quello delle classi presenti nell’anno scolastico 2024/2025, e continuerà per le classi seconde dall’anno scolastico 2027/2028, per le classi terze dall’anno scolastico 2028/2029 e per le classi quarte dall’anno scolastico 2029/2030 e per le classi quinte dall’anno scolastico 2030/2031.
Le scuole nell’ambito della loro autonomia possono utilizzare spazi di flessibilità, in coerenza con i risultati di apprendimento previsti dal Profilo educativo, culturale e professionale previsto dal profilo specifico dell’indirizzo di studio sia nel primo biennio sia nel secondo biennio.
Nel primo biennio, la quota del curricolo a disposizione delle istituzioni scolastiche deve essere utilizzata in modo da garantire un’equilibrata distribuzione delle discipline rispetto agli obiettivi del Profilo educativo, culturale e professionale, evitando situazioni di soprannumerarietà nell’organico dell’autonomia e senza determinare comunque posizioni in esubero.
Nel secondo biennio, poiché ogni indirizzo assume una ben precisa connotazione, le scuole possono utilizzare una quota d’autonomia non superiore al 20% in considerazione che il secondo biennio e il quinto anno sono finalizzati a promuovere l’acquisizione di conoscenze, abilità e competenze professionalizzanti, in una logica di connessione e integrazione tra saperi umanistici, scientifici, tecnici e tecnologici, anche attraverso la realizzazione di percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, svolti mediante l’affidamento agli studenti di compiti di realtà preferibilmente in contesti produttivi.
Per lo svolgimento del compito prioritario previsto per gli ITS Academy, volto a potenziare e ampliare la formazione professionalizzante di tecnici superiori con elevate competenze tecnologiche e tecnico-professionali, allo scopo di contribuire in modo sistematico a sostenere uno sviluppo economico e competitivo del sistema produttivo italiano.
Per il raggiungimento dei suddetti obiettivi, gli ITS Academy possono avvalersi anche di altre risorse conferite da soggetti pubblici e privati e della concessione dei laboratori al di fuori dell’orario di svolgimento delle attività formative o di qualsiasi altra attività rientrante nel loro compito specifico.