Home Archivio storico 1998-2013 Attività parlamentare Decreto scuola, alla Camera inizia l’esame della Commissione Cultura

Decreto scuola, alla Camera inizia l’esame della Commissione Cultura

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Non è stato un inizio fortunato quello dell’iter di approvazione del decreto sulla scuola n. 104: i sempre più possibili ritocchi sull’Iva, già in primavera, e sull’estensione dell’Imu anche alla prima casa, hanno scatenato le ira del Pdl. Che minaccia, tramite Giancarlo Galan, presidente della Commissione Cultura della Camera, e Renato Brunetta, capogruppo alla Camera, di mandare tutto all’aria. In particolare, i fondi destinati a sovvenzionare l’assunzione dei docenti di sostegno e dei precari della scuola.
Un’eventualità, questa, che farebbe naufragare i già non entusiastici progetti di immissioni in ruolo triennali. Disegni catastrofici a parte, la VII Commissione della Camera si è messa già al lavoro. Per valutare le varie proposte di emendamento. Anche sindacali.
Come quelle dell’Anief: che chiede di approvare alcune modifiche su graduatorie ad esaurimento e organici, trovare le relative coperture finanziarie per eliminare il blocco della ricostruzione di carriera per i neo-assunti, ripristinare i concorsi per ricercatore e rimuovere l’obbligatorietà della formazione (quindi anche in caso di esito negativo degli studenti nelle prove Invalsi).
L’associazione guidata da Marcello Pacifico chiede poi di utilizzare un organico funzionale per gli Itp in esubero e per gli inidonei. Ora, ammesso che vi sia questa volontà (ma soprattutto la copertura economica), nella modifica di testo si dovrebbe provvedere alla cancellazione dell’art. 15, comma 4 della L. 135/12: andando a cancellare, tramite lo stesso decreto scuola, la mobilità coatta di quel personale che oggi l’Anief vorrebbe che rimanesse a disposizione nelle scuole.
Tra gli emendamenti del sindacato autonomo vi è anche la richiesta di derogare dalla rigide norme sul dimensionamento scolastico (con autonomia e ds che scattano solo sopra i 900 alunni), in tutti quei casi in cui le scuole sono “collocate in zone disagiate del Paese, difficilmente raggiungibile o in Comuni situati in zone montane o piccole isole”.