Tetto di alunni stranieri, divieto di burqa e tanti altri provvedimenti relativi alla scuola: il decreto legge sulla scuola, annunciato nelle scorse settimane dalla premier Giorgia Meloni e dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, non senza polemiche – è stato approvato ieri pomeriggio dal Consiglio dei Ministri.
In conferenza stampa dopo il Cdm il ministro Valditara è partito però da un altro elemento importante; il Pei, Piano Educativo Individualizzato per gli alunni con disabilità: “Iniziamo dal Pei, non sarà più necessario che ogni anno i genitori definiscano il Piano. Si taglia la burocrazia, si riducono gli adempimenti, ci sono 70 milioni per i tutor”.
“C’è anche il fascicolo del docente, per facilitare la vita del personale scolastico, non dovranno più essere fornite certificazioni di vario genere. La misura che rende tutti gli istituti superiori licei è molto importante, valorizza un settore strategico”.
Ma cosa cambia davvero? Cosa c’è scritto nella bozza del decreto in merito all’inclusione degli alunni con disabilità? Lo abbiamo chiesto al dirigente scolastico Salvatore Impellizzeri, a capo dell’Istituto Comprensivo Italo Calvino di Catania.
Ecco la sua spiegazione relativa a questi aspetti, contenuti in quella che, lo ricordiamo, rimane una bozza di decreto: “Dalla prima lettura della bozza del decreto legge si comprende l’intento di ottimizzare i tempi rispetto all’assegnazione delle ore di sostegno. Ogni anno sia le istituzioni scolastiche sia gli uffici scolastici provinciali sono chiamati a intervenire per la definizione dell’organico di sostegno”.
“Se un bambino della prima classe della scuola primaria viene certificato in condizioni di disabilità e gli vengono assegnate le ore, queste vengono confermate in automatico per tutti e cinque gli anni. Nel passaggio di grado scolastico la condizione viene rivista ed eventualmente modificata. Non è comunque vietato apportare modifiche durante il percorso: se intervengono elementi utili legati a nuovi bisogni o a miglioramenti per cui si possono ridurre le ore, rimane la possibilità di modificare l’assegnazione in un senso o nell’altro”.
E, sulle tempistiche, il dirigente conferma che non ci saranno grandi modifiche: “Rispetto alla legge precedente (che stabiliva il PEI provvisorio a giugno e quello definitivo a ottobre), con la nuova bozza il PEI definitivo si approva a giugno e viene poi riconfermato nelle prime due settimane di ottobre, entro il 15”.
“Nella sostanza e nell’assegnazione delle risorse non cambia nulla, ma si ottiene una reale ottimizzazione dei tempi e del lavoro burocratico. Il provvedimento semplifica il lavoro delle scuole, che ogni anno devono interfacciarsi con gli uffici competenti per la definizione dell’organico inviando documentazione e richieste. C’è sicuramente una riduzione della complessità della macchina organizzativa”.
La misura, insomma, se dovesse essere confermata, secondo il dirigente è da considerarsi positiva: non c’è nulla di allarmistico e rimane intatta la possibilità per il Gruppo di Lavoro Operativo (GLO) di intervenire per definire eventuali bisogni dell’alunno o dell’alunna.