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Didattica a distanza e le imposizioni dei DS

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Al di là di ogni singola situazione di noi insegnanti, ce n’è una che ci accomuna: la didattica a distanza.
Che tutti noi siamo chiamati a svolgere il nostro lavoro da casa nessuno l’ha mai messo in discussione e nessuno se ne è sottratto.
Tutti noi ci siamo adoperati, ancor prima che arrivassero le indicazioni dal Ministero. Dalle prime circolari ministeriali, è stato evidente l’intenzione del Ministero di dare libertà di decisione ai DS nel mettere in atto la didattica a distanza.
Tutti abbiamo iniziato a preoccuparci per questo potere che il ministro (mi rifiuto di scrivere la ministra) ha concesso. La polemica stava crescendo e si iniziava ad ottenere qualcosa.
Il ministro, con abilità, per distogliere l’attenzione e permettere così ai DS di continuare indisturbati nel loro delirio, che fa? Pubblica il decreto sulla Mobilità e annuncia lo slittamento dell’aggiornamento delle graduatorie, ottenendo ciò che vuole: spostare l’attenzione, dei docenti e dei sindacati, dai soprusi che i DS stanno perpetrando nelle loro scuole alla domanda di trasferimento e all’aggiornamento delle graduatorie.

Così noi tutti insegnanti, di ruolo e precari, presi da queste cose stiamo subendo passivamente le imposizioni dei DS, fatte passare come decisioni prese da un Collegio Docenti a distanza, che nessuno sa che valore ha. E i sindacati che fanno?

E.D.

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