Negli ultimi anni molti docenti avvertono un crescente scollamento tra ciò che spiegano e ciò che gli studenti riescono realmente a vivere e interiorizzare. L’attenzione si affatica in fretta, la partecipazione è discontinua e la relazione educativa rischia di appiattirsi su schemi ripetitivi. In questo scenario emerge una domanda centrale: cosa manca alla didattica quotidiana per tornare ad essere davvero coinvolgente? Una possibile risposta passa da una dimensione spesso trascurata, ma sempre presente in aula: il corpo, luogo in cui percezioni, emozioni e pensieri si intrecciano e danno forma all’esperienza di apprendimento. VAI AL CORSO
Molti docenti sperimentano ogni giorno la difficoltà di mantenere viva l’attenzione in classe e di costruire una relazione educativa efficace, soprattutto in contesti segnati da stanchezza, distrazione e calo della partecipazione. Spesso la didattica si concentra sui contenuti e sulle strategie cognitive, lasciando sullo sfondo una dimensione fondamentale dell’apprendimento: il corpo. Eppure è proprio dal corpo che partono percezioni, emozioni, pensieri, azioni e parola, elementi centrali per rendere l’esperienza scolastica più significativa e coinvolgente.
Le più recenti prospettive scientifiche mettono in discussione la separazione tra mente e corpo, mostrando come siano profondamente intrecciati. Il corpo non è un semplice contenitore della mente, ma parte attiva nella costruzione della conoscenza e nell’esperienza del mondo. In classe, questo significa riconoscere che movimento, postura, gesto ed espressione influenzano attenzione, comprensione e relazione. Anche piccole esperienze corporee, se intenzionali, possono modulare l’attenzione e favorire un apprendimento più profondo e consapevole.
Uno dei bisogni più sentiti dagli insegnanti è disporre di strumenti concreti, immediatamente applicabili, capaci di tradurre i principi teorici in azioni didattiche efficaci. L’approccio corporeo risponde a questa esigenza attraverso metodi che lavorano sulla postura, sulla gestualità, sulla prossemica e su micro-attivazioni del movimento. Il corpo dell’insegnante diventa così un facilitatore degli scambi comunicativi, mentre quello degli studenti viene coinvolto per risvegliare l’attenzione, sostenere la partecipazione e migliorare il clima del gruppo classe.
Integrare il corpo nella lezione significa rendere l’apprendimento più dinamico e inclusivo, capace di parlare a diversi stili cognitivi. Dalla simulazione alla messa in scena, dalle micro-attivazioni al ritmo condiviso, il movimento diventa una risorsa per dare vitalità alla didattica e qualità alla relazione educativa. In questo modo la lezione non è più solo trasmissione di contenuti, ma esperienza vissuta, in cui il corpo – piccolo o esperto, fermo o in movimento – sostiene l’attenzione e rafforza il legame tra insegnamento e apprendimento.
Su questi argomenti il corso Insegnare con il corpo, a cura di Pino De Sario, in programma dal 13 gennaio.
Corsi di formazione docenti, ecco il catalogo dei corsi della Tecnica della Scuola, ente di formazione accreditato dal ministero dell’Istruzione e del Merito:
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L’attenzione e la concentrazione degli studenti a scuola e nello studio
Ciak, si legge! Percorsi didattici tra letteratura e cinema
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