Ieri, 23 luglio, all’interno del programma “La Torre di Babele“ in onda su La7, condotto da Corrado Augias, si è parlato di disagio giovanile, con riferimento alle dipendenze da smartphone. Inutile dire che anche la scuola è stata tirata in ballo.
La Presidente del Consiglio degli Studenti dell’Università di Padova Emma Ruzzon, ospite del programma, ha detto la sua: “Servirebbe un’educazione al digitale tanto per noi tanto per le famiglie, anche i genitori stanno al telefono tante ore. Credo che l’ansia degli giovani non sia colpa degli smartphone, gli strumenti amplificano semplicemente il mondo che c’è fuori”.
Un intervento molto interessante è stato quello di una dirigente scolastica, che ha spiegato qual è la sua percezione dei ragazzi di oggi: “La generazione Covid aveva difficoltà a relazionarsi durante le ricreazioni, ci siamo preoccupati. La scuola non deve veicolare solo contenuti ma anche dare opportunità per relazionarsi con gli altri. Gli alunni con difficoltà varie sono decisamente aumentati”.
“Il post Covid ha sottolineato la dipendenza dagli smartphone. I ragazzi sono quasi incapaci di stare lontani dalle notifiche, c’è un sistema di dopamine, di auto efficacia, lo dicono gli esperti. La tentazione di andare a vedere anche quando non devono è forte”, ha aggiunto.
Ed ecco alcune battute sui genitori: “Alcuni genitori chiamano gli alunni mentre sono a scuola e guardano in modo ossessivo il registro elettronico e telefonano ai figli mentre ancora non hanno l’esito. Abbiamo deciso di regolamentare: metteremo un armadietto, i docenti di prima ora ritireranno i cellulari. Alla sesta ora vengono recuperati”, ha concluso.