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Diplomati magistrale, sociologia dei ricorsisti

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A sentir parlare continuamente i ricorsisti Diplomati magistrale di “diritto negato”, si resta attoniti.

Sociologicamente, sono interessanti le varie correnti di pensiero:

1) gli “apocalittici”: “Ricada questa decisione su di voi e i vostri figli”;

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2) i “GomBLottisti”: “I magistrati sono corrotti”, “Le sentenze plenarie sono politiche!”, “L’Italia non é uno stato civile!”, “L’Europa chiede la stabilizzazione dei precari dopo 36 mesi!” , “E i diplomi rumeni?”;

3) i “chiagnifottisti”: “E io? Alla mia età debbo mettermi studiare?”, “E io? Ho famiglia!”, “E io? Ho il mutuo da pagare! “;

4) i “missionari”: “Una maestra si giudica dall’amore con cui si prende cura dei suoi alunni!”;

5) i sordiani de “Il Marchese del Grillo: “A me? Non deve giudicarmi nessuno, ma come si permettono?! Ho millemila anni di esperienza, io! Non devo dimostrare niente a nessuno!”;

6) i “francescani”: “Non strappatemi ai miei bambini, lasciatemi questo posto, non per me, ma per la continuità didattica…” ;

7) i laureati “conlaellemaiuscola”: “Anche noi siamo laureati, anzi le nostre lauree sono con la “L” maiuscola, non come quelle in Scienze della Formazione Primaria”.

La laurea con la “l” minuscola non l’hanno conseguita e quella con la “L” maiuscola non l’hanno utilizzata gli apocalittici, i gomblottisti, i chiagnifottistici, i missionari, i sordiani, i francescani.

Lavorano con il diploma. Senza essersi sottoposti a né superare una selezione. Nessuna selezione. Mai. Pretendono il ruolo in pubblica amministrazione con un ricorso.

Le frasi “è guerra tra poveri”, “siamo tutti sulla stessa barca”, “mettetevi nei nostri panni” sono pregne di pressapochismo e qualunquismo.
Mancano argomentazioni oggettive, lo spirito critico, il concetto di astrazione.
Manca la corrente di pensiero realistica: aver il ruolo per merito personale, studiando e con sacrificio, non per merito di un avvocato, a suon di ricorsi infondati.

Certo, come in ogni concorso che si rispetti, vi è la probabilità di una bocciatura, ma la stessa dovrebbe servire a capire gli errori, a migliorarsi per superarli. A trovare, nuovamente, le motivazioni. Concetti tanto decantati nelle Indicazioni Nazionali per il curricolo, quelle che si dovrebbero seguire per raggiungere i traguardi delle competenze e gli obiettivi di apprendimento degli alunni, ma da cui ci si sottrae, se tocca ai docenti studiare per raggiungere obiettivi e conseguire traguardi.

Una bocciatura fa male, sempre, ma i libri servono per rimediare, per imparare, per apprendere e i concorsi ordinari, a cadenza biennale, per rimettersi in gioco, per ritentare, senza aspettare decenni per dimostrare di meritare una cattedra.

Invece, il Governo promuove una sanatoria: la certezza di ruolo senza studio, senza passare mesi carichi di speranza e angoscia in attesa dei risultati della prova scritta, senza stress in vista dell’orale.

Si potrà anche fare scena muta e si è dentro, in fondo alla graduatoria, ma dentro.
Sì, proprio così, il concorso è superato nello stesso momento in cui si è cliccato “invio”, compilando la domanda di partecipazione. In effetti, è “straordinario” avere la stabilizzazione senza il minimo sforzo!
Festeggiare per il ruolo è giusto e sacrosanto, specie se precari da tanti anni.
Però, per un attimo, bisognerebbe abbassare la testa, ammettere di essere stati privilegiati e augurare ai colleghi laureati in Scienze della Formazione Primaria di superare e al più presto il concorso ordinario, che avrà solo il 25 % dei posti disponibili e che sarà indetto solo in alcune regioni.

Bisognerebbe dire che ciò che è capitato a loro non è giusto, non è equo, non è meritocratico.

Concretamente, non sociologicamente.

Coordinamento Nazionale di Scienze della Formazione Primaria Nuovo Ordinamento