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Diplomati magistrali, continua la guerra al Miur

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Continua la lotta tra i docenti diplomati magistrale ed il Miur in merito all’inserimento di questi nelle Graduatorie ad Esaurimento.

Ci troviamo di fronte ad insegnanti con esperienza decennale tra i banchi di scuola che legittimamente chiedono che gli venga riconosciuto un sacrosanto diritto ormai acclarato dalla normativa di rango e dalla giurisprudenza di merito.
Come da recentissima sentenza del Tribunale del Lavoro di Como, patrocinata dalla Uil – Scuola della città ed emanata in data 24 novembre 2015 dal giudice dott. Canepa, secondo cui: “Il DM 235/2014 deve ritenersi illegittimo nella parte in cui impedisce l’iscrizione nelle graduatorie permanenti (ora in esaurimento a seguito dell’intervento legislativo di cui all’art. 1 c. 605 lett. c) L. 296/2006) dei docenti in possesso di titolo abilitante all’insegnamento conseguito anteriormente all’anno 2001/2002. E’ infatti da rilevare come il diploma magistrale ottenuto prima di tale anno debba considerarsi in via permanente titolo abilitativo all’insegnamento ed insuscettibile di perdere il proprio valore. In tal senso depongono svariati interventi normativi a partire dalla L. 341/1990 (art. 3 c. 2 attuato dall’art. 2 c. 1 decreto interministeriale 10 marzo 1997) fino alla L. 425/1997 a seguito della quale venne emanato il DPR 323/1998 il cui art. 15 ribadisce il valore abilitante all’insegnamento dei diplomi magistrali conseguiti entro l’anno 2001/2002. Tale granitico impianto normativo non può certamente considerarsi posto in discussione dall’art. 1 c. 605 lett. c) L. 296/2006 che, nel trasformare le graduatorie permanenti in graduatorie ad esaurimento ed imponendo un termine di decadenza al 2008 per l’inserimento in queste ultime dei docenti già in possesso di abilitazione, non può certamente ritenersi concernere la posizione dei docenti di cui si discute nel presente processo al cui titolo di studio il legislatore (anche avvalendosi di fonti normative sub legislative) aveva fin da tempi ben più lontani attribuito un inequivocabile valore abilitante permanente. Il ricorso non può pertanto che trovare pieno accoglimento sia sotto il profilo cautelare che nel merito”.

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Per i primi mesi del 2016, tra febbraio e marzo, si attendono le sentenze dal Tribunale del Lavoro di Milano dove sembrerebbe che i giudici abbiano richiesto i contratti di lavoro dei ricorrenti e stiano disponendo la notifica per pubblici proclami. 

Questa procedura burocratica messa in atto dal foro meneghino, a detta dei legali, è un buon segno, che lascia intendere che vi possa essere una volontà dei giudici di dar ragione ai ricorrenti.

Intanto il “Comitato per l’inserimento dei diplomati magistrale in GaE fondato e rappresentato dal prof. Liberato Gioia, emana un comunicato ufficiale, facendo sapere altresì che aderirà in rappresentanza di tutti diplomati magistrale “alla chiamata alle armi” indetta dalla deputata pentastellata Silvia Chimienti a Roma per il 4 dicembre 2015, dove si svolgerà una giornatadi confronto con l’obiettivo di mettere assieme le varie rivendicazioni per dar vita ad una proposta unitaria da contrapporre alle scelte del governo.

Come si legge dal comunicato ufficiale del Comitato per l’inserimento dei diplomati magistrale in Gae, “preso atto dell’accanimento del Governo e del Miur nei confronti degli abilitati all’insegnamento con il diploma magistrale, dichiara quanto segue. Si ritengono inaccettabili le posizioni del sottosegretario di Stato del Miur, Angela D’Onghia. Difatti, nel rispondere in VII Commissione ad una interrogazione della senatrice del M5S Enza Blundo, riguardante l’inserimento nelle GaE dei diplomati magistrali, il Miur ha ribadito per l’ennesima volta la stessa linea di pensiero, senza mai nemmeno minimamente tentare un’apertura al dialogo, per costruire un percorso comune condivisibile, ai fini di risolvere quest’ingiustizia scandalosa.” 

“Ricordiamo al Governo, prosegue il comunicato del gruppo, che l’inserimento nelle GaE è un diritto dei diplomati magistrali, poiché il valore abilitante del titolo è statuito dalla normativa vigente ed è stato riconosciuto più volte, sia dal Consiglio di Stato che in vari Tribunali d’Italia. Inoltre, molti di noi stanno già lavorando nelle scuole, senza nemmeno ricevere lo stipendio, dato che ci sono ritardi inammissibili, anche in tal senso”.

“Il Comitato, sottolinea Liberato Gioia, riceve ogni giorno segnalazioni di gente disperata, all’orlo del suicidio, che da un giorno all’altro si potrebbe ritrovare per strada, senza un lavoro, con figli a carico, dopo aver svolto per anni la carriera di insegnante. Insegnante precario,sia ben chiaro. Il titolo è abilitante, quindi richiediamo con decisione e fermezza, l’inserimento nelle GaE dei diplomati magistrali. In caso contrario, non solo continueremo a lottare democraticamente per questo ma vigileremo affinché la legge venga rispettata, in tutti i sensi”.

“Il Governo, prosegue il fondatore del gruppo, è invitato a riflettere maggiormente su alcune decisioni e convinzioni, poiché si assumerebbe la responsabilità politica (perdita esponenziale e massiccia di elettori) ma soprattutto morale di questa scelta scellerata ed ingiusta. Il Partito Democratico intero dovrebbe farsi un esame di coscienza e guardare al di là dei Palazzi istituzionali. Incontrerebbe un mondo di famiglie, bambini, speranze, gioie, illusioni disattese”.

“In particolare, continua il comunicato, il ministro Stefania Giannini, il presidente del Consiglio Matteo Renzi, il sottosegretario Davide Faraone la deputata Simona Flavia Malpezzi non possono continuare ad ignorarci, come stanno facendo. I diplomati magistrali non si fermeranno e saranno pronti a rivendicare i propri diritti,  coinvolgendo maggiormente anche le istituzioni europee. Conscio che la politica di questo governo sia ben lontana dalla gente, il sottoscritto si è rivolto anche a Papa Francesco, dal quale si attende speranzoso una risposta celere e comprensiva”.