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Disabili a scuola, non sempre c’è integrazione: a Napoli una 20enne rispedita a casa

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In Italia c’è ancora molta strada da fare per assistere ad un processo di vera accoglienza e integrazione degli studenti disabili.

In alcuni casi, le scuole non sono pronte. Come è accaduto a Napoli, dove a Cristiana, ragazza disabile di 20 anni, è stata prima concessa e poi cancellata in corso d’anno, a pochi giorni dal Natale, la possibilità di iscriversi e frequentare l’Istituto superiore Melissa Bassi (intitolato alla ragazza sedicenne rimasta uccisa a Brindisi, fuori la scuola, a seguito di un insensato attentato di un imprenditore locale).

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La ragazzo disabile è stata infatti “cancellata dall’anagrafe scolastica per un errore avvenuto al momento dell’iscrizione”: questo, almeno, era scritto nella raccomandata che un paio di settimane fa si sono viste recapitare i genitori di Cristiana. Che, in tal modo, dal 12 dicembre non ha potuto più frequentare le lezioni del primo anno di corso.

Eppure, scrive Askanews, Cristiana aveva iniziato le lezioni a settembre, la scuola aveva accettato senza intoppi la sua iscrizione: a distanza di oltre tre mesi, però, è giunto lo stop.

Che la famiglia non ha preso bene: i genitori hanno infatti presentato un esposto al commissariato di zona per segnalare alcune difficoltà riscontrate dalla figlia, anche perché l’istituto continuava a non riceverli.

 

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Secondo Marinella De Vita, la mamma di Cristiana, la giovane “era stata accettata invece poi si sono verificati alcuni disservizi, la mancanza di personale che l’aiutasse a portarla in bagno, quindi mi è stato detto che veniva cancellata, questo in breve, ed è una cosa veramente surreale”.

Anche per Antonio Nocchetti, presidente dell’associazione “Tutti a scuola onlus”, “affidare a un telegramma la cancellazione della vita scolastica di un’alunna disabile è davvero ripugnante, non ci sono altri aggettivi”.

“Chiediamo immediatamente un’ispezione ministeriale, che venga comandata da Roma e dal ministro Giannini ed eseguita in tempi rapidi”.

Nocchetti si chiede “se quando si è accolta l’iscrizione, si siano predisposti un piano educativo individuale e un’assistenza adeguata. Perché la scuola non si è resa conto subito di non poterla iscrivere? Nella raccomandata si fa riferimento a una circolare ministeriale sull’impossibilità per un disabile maggiorenne di frequentare le superiori senza un diploma di scuola media. Ma la ragazza ha un attestato che glielo consente”, conclude il rappresentante dell’associazione pro-disabili.

Ricordiamo che in Italia sono complessivamente più di 230mila i disabili iscritti a scuola: per supportarli, sono loro affiancati 96mila docenti di ruolo, a fronte però di oltre 120mila cattedre di sostegno effettive. Le rimanenti sono le cattedre cosiddete ‘in deroga’, affidate a supplenti nomincati annualmente sino al 30 giugno.

 

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