Per il primo ministro australiano oggi, 10 dicembre, è un giorno di orgoglio. Così ha dichiarato alla stampa Anthony Albanese, mentre entra in vigore il primo divieto al mondo di utilizzare gli account sui social media per i minori di 16 anni. Oggi a BBC sta seguendo con una interessantissima e ricchissima diretta live blog l’entrata in vigore del provvedimento (qui il link).
Instagram, Facebook, Threads, X, Snapchat, Kick, Twitch, TikTok, Reddit e YouTube sono tra le principali piattaforme tenute a far rispettare la nuova legislazione e nella notte hanno dovuto disattivare tutti gli account dei minori di 16 anni e da qui in avanti si impegnano a non accettare nuove iscrizioni da minori di 16 anni. E’ importante sottolineare che spetta alle società tecnologiche accertarsi e garantire che non ci siano minori tra i loro utenti, pena pesanti sanzioni. Le società hanno avuto quasi un anno (la legge chiamata Online safety amendment è stata approvata il 24 novembre 2024) per adeguarsi alle richieste di Canberra e gli utenti non subiranno multe in caso di violazione della regola mentre le società tech potrebbero pagare fino a 28 milioni di euro se non saranno capaci di assicurare che gli utenti australiani iscritti abbiano più di 16 anni. Decisamente un passaggio molto interessante, questo, della legislazione australiana. Una sorta di inversione della prova. A ciò va aggiunto che il riconoscimento dell’età non può avvenire con l’utilizzo diretto di un documento dea carta di identità ma mediante altri strumenti tecnologici sviluppati
I dubbi sull’efficacia del sistema erano e restano diffusi. L’ultimo sondaggio su larga scala pubblicato l’anno scorso da uno dei più importanti quotidiani australiani, il Sydney Morning Herald indicava che, sebbene il 70% degli australiani sostenga il divieto, ben il 58% non crede che funzionerà davvero.
Il live blog della BBC testimonia come alcuni adolescenti stiano eludendo il divieto barando sull’età o utilizzando accessi mediante reti VPN. Alcuni adolescenti affermano infatti di avere ancora accesso ai loro account avendo utilizzato foto di genitori o di adulti per farsi verificare l’età. Gli adolescenti australiani hanno opinioni contrastanti : alcuni si sentono “insultati”, e altri affermano che “supereranno la cosa in fretta”. Al riguardo va ricordato che in Australia il diritto di voto si esercita a 16 anni, anche se la maggiore età resta fissata a 18. Il governo ha affermato che il divieto ha lo scopo di proteggerei giovani da contenuti dannosi.
L’elemento chiave, tuttavia, resta il fatto che se la maggioranza degli utenti viene disattivata il richiamo all’uso dei social per motivi di socializzazione e scambio di info diminuisce.
Sono molti i paesi del mondo che guardano alla scelta di Canberra per vedere se questa posizione possa diventare un modello.
Tra questi anche l’Unione europea dove, a novembre, il Parlamento ha approvato a larghissima maggioranza (483 sì, 92 no e 86 astensioni) una risoluzione per vietare ai minori di 16 anni l’accesso ai social.
Nello specifico, e riprendo dal comunicato stampa ufficiale, il Parlamento europeo chiede di