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13.12.2025

Divieto del velo a scuola, in Austria è definitivo già dal prossimo anno scolastico

Nonostante una popolazione scolastica variegata dal punto di vista etnico e religioso, l’Esecutivo austriaco ha varato una disposizione interna secondo la quale il velo per le studentesse sotto i 14 anni sarà oggetto di divieto già dal prossimo anno scolastico 2026-2027. Tale misura ha di fatto spaccato l’opinione pubblica: in molti la sostengono in quanto disposizione atta a prevenire episodi violenti nell’ottica del terrorismo internazionale e per non favorire razzismo nei confronti dei soggetti che indosserebbero il velo nei luoghi pubblici (in sostanza anche una forma di tutela nei riguardi della persona stessa). Altri sostengono si tratti di una gravissima privazione delle libertà personali tra cui quella di espressione, fondamentale secondo i precetti di alcune fedi, che si basano sulla stretta osservanza di un abbigliamento ritenuto consono sulla base del genere del fedele, indipendentemente dall’età e dal contesto. La comunità musulmana si è rivolta alle autorità e, utilizzando le associazioni, sta sensibilizzando l’opinione pubblica circa le limitazioni che tale misura comporterà per i suoi membri.

Il voto e le istituzioni

I legislatori austriaci hanno votato a stragrande maggioranza per vietare il velo nelle scuole alle ragazze di età inferiore ai 14 anni, nonostante i timori che la legge possa accentuare le divisioni sociali ed emarginare i cittadini musulmani. La norma potrebbe anche essere annullata dalla Corte costituzionale del Paese. Il divieto è stato proposto all’inizio di quest’anno dal governo conservatore austriaco, insediatosi a marzo dopo che un partito di estrema destra era risultato vincente alle elezioni ma non era riuscito a formare un esecutivo di maggioranza. Prima del voto di giovedì scorso, Yannick Shetty, leader parlamentare del partito liberale Neos, il più giovane della coalizione di governo, ha difeso la nuova misura. Ha dichiarato alla Camera bassa: “Non si tratta di limitare la libertà, ma di proteggere la libertà delle ragazze fino a 14 anni. Il velo non è solo un capo di abbigliamento. Serve, in particolare con le minorenni, a proteggere le ragazze dallo sguardo maschile. Sessualizza le ragazze”, ha precisato. Il divieto dovrebbe entrare in vigore all’inizio del nuovo anno scolastico a settembre, con multe fino a 800 euro per le famiglie che non lo rispettano ripetutamente. A febbraio sarà avviata un’introduzione graduale della legislazione, con l’illustrazione delle nuove misure a educatori, genitori e studenti. 

Il significato ed il contesto

La legislazione di giovedì segna la seconda volta che un governo guidato dal partito di centro-destra ÖVP (Partito Popolare Austriaco) ha puntato il dito contro il velo nei luoghi pubblici. Nel 2019, nell’ambito di una coalizione che includeva l’estrema destra, l’Austria ha introdotto il divieto di indossare il velo per le ragazze di età inferiore ai 10 anni. La legislazione è stata successivamente annullata dalla Corte costituzionale del Paese, che l’ha definita discriminatoria in quanto mirata specificamente alla popolazione musulmana. In questa occasione, il governo ha affermato di aver lavorato per evitare lo stesso risultato. Shetty ha recentemente dichiarato ai giornalisti: “Sarà approvata dalla Corte costituzionale? Non lo so. Abbiamo fatto del nostro meglio”. Nonostante l’incertezza, i legislatori hanno sostenuto il divieto a larga maggioranza. L’unico partito che si è opposto è stato il partito dei Verdi, che ha sostenuto che la legge era incostituzionale. La Comunità islamica ufficiale in Austria, l’IGGÖ, ha affermato che il divieto porterebbe le giovani studentesse ad essere “stigmatizzate ed emarginate”. In una dichiarazione pubblicata sul proprio sito web, l’IGGÖ ha aggiunto: “Si tratta di una politica puramente simbolica a spese delle famiglie colpite”. Altri hanno sottolineato il quadro più ampio. Farid Hafez, ricercatore presso la Georgetown University, ha suggerito che il dibattito fosse stato utilizzato strategicamente per distogliere l’attenzione dalle gravi pressioni economiche dell’Austria, tra cui un deficit di bilancio pari al 4,7% del PIL. “In questo contesto, il dibattito sul hijab offre un modo conveniente per distogliere l’attenzione dai problemi fiscali più profondi”, ha precisato all’inizio di quest’anno nei suoi lavori di ricerca.

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