Il modello australiano continua a piacere. Anche altri Stati vogliono cercare di emularlo. L’ultimo in ordine di tempo è il Regno Unito. Si valuta infatti l’ipotesi di vietare i social media ai minori di 16 anni, come annunciato in questi giorni in Australia dal premier Anthony Albanese.
Mentre inizialmente, come scrive l’Ansa, il divieto era stato escluso dal primo ministro Keir Starmer, adesso la ministra Lisa Nandy, a capo del dicastero Cultura e Media del governo, ha affermato di aver disposto un esame approfondito del modello australiano. Questo perché permangono i timori sulla dipendenza dei giovanissimi dal mondo dei social e sugli “Algoritmi predatori”. Anche lo staff del premier vuole monitorare da vicino i risultati che arriveranno dall’Australia.
Mentre in Australia vietano l’accesso ai social media ai minori di 16 anni, nel Parlamento italiano “c’è una proposta di legge bipartisan che prevede il divieto di accesso ai social fino a 14 anni“. A ricordarlo, durante Cinque Minuti su Rai Uno, è stato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
La decisione, imposta dallo scorso settembre, di non utilizzare il cellulare in classe – ha aggiunto Valditara – è stata presa dagli stessi studenti “molto bene: ho tante testimonianze, giro molte scuole, ragazzi che mi ringraziano perché dicono ‘all’inizio eravamo contrari, adesso finalmente ci sentiamo liberi’”.
L’11 dicembre, al Senato, è nato un Intergruppo Parlamentare su social network, dipendenze digitali e uso consapevole degli smartphone, promosso dalla senatrice M5S Barbara Floridia, ex docente e oggi Presidente della Commissione Vigilanza Rai.
La stessa Floridia, che ha parlato del caso australiano, dove sono stati vietati i social ai minori di sedici anni, ha tenuto a dire che sulla bontà dei divieti “non c’è ancora una risposta. Non esiste una soluzione certa, univoca e definitiva ai problemi legati all’abuso di smartphone, ai social, alle dipendenze digitali che generano. In Australia hanno vietato l’accesso ai social media ai minori di 16 anni“.
“È giusto? È sbagliato? Lo scopriremo. Anzi, vi anticipo che inviterò il primo ministro australiano in Italia proprio per raccontarci questa scelta”, ha concluso la pentastellata.