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28.10.2026

Docente di inglese licenziata per “incapacità didattica”, parlava solo in italiano: ecco la sentenza del Tribunale

Una docente di inglese di una scuola secondaria di primo grado è stata destituita con un provvedimento di dispensa dal servizio per incapacità didattica, adottato dalla dirigente scolastica dopo un’ispezione ministeriale. Il Tribunale civile ha dato ragione alla scuola e condannato l’insegnante a pagare 3.700 euro di spese legali. Si tratta di una sentenza di primo grado: la docente potrà ricorrere in appello.

Le segnalazioni e l’ispezione

Come riporta il Corriere, negli ultimi dieci anni la docente aveva sempre lavorato nello stesso istituto. Secondo il resoconto processuale, la dirigente ha chiesto e ottenuto un’ispezione ministeriale dopo ripetute segnalazioni di genitori e colleghi, relative alla capacità relazionale e didattica, ai richiami e alle note disciplinari e all’uso di materiale video ritenuto non adeguato. Dall’ispezione è seguita la destituzione, poi confermata dai giudici.

Gli episodi contestati

L’ultimo episodio riguarda un celebre video musicale di Lady Gaga, tratto da un documentario sugli abusi sessuali nei college americani, mostrato a studenti under 14. Al termine, la docente non avrebbe spiegato nulla né risposto alle domande dei ragazzi. Per gli ispettori si trattava di un video “non opportuno”, sul quale gli alunni dovevano essere preparati in anticipo. Nel procedimento è emerso anche che, nella spiegazione delle regole grammaticali, la docente si rivolgeva agli studenti sempre in italiano e non in inglese. Gli ispettori hanno inoltre rilevato che i criteri di valutazione venivano illustrati dopo le verifiche e non prima, senza l’uso di griglie.

I testimoni hanno descritto, secondo la sentenza, un limitato utilizzo della lingua inglese in classe, l’assenza di effettiva interazione con gli alunni, la scarsa capacità di coinvolgimento, un’inadeguata gestione degli studenti con bisogni educativi speciali e criteri valutativi non adeguatamente strutturati. Per i giudici, l’istruttoria ha confermato “gravi mancanze didattiche”.

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