La docente di ripetizioni che ebbe un figlio da un alunno che seguiva, allora quindicenne, è stata scarcerata. Come molti ricorderanno, si tratta dell’insegnante di inglese che ebbe una relazione con il ragazzino dal 2017 al 2019. La donna adesso in affidamento in prova ai servizi sociali di Prato: era stata condannata a 6 anni e 5 mesi per atti sessuali e violenza sessuale per induzione su minore.
La docente, oggi 37enne, fruirà di una borsa lavoro di tre mesi presso un’associazione e sarà assunta come operatrice socio-sanitaria (Oss) part-time da una cooperativa sociale per fare assistenza domiciliare ai pazienti. Il tribunale di sorveglianza ritiene che ci siano i presupposti per la scarcerazione della docente – finora detenuta a Sollicciano – anche rispetto a una revisione critica dei fatti che lei potrà portare avanti meglio all’esterno del carcere con l’ausilio dell’Ufficio dell’esecuzioni penali esterne (Uepe).
In precedenti valutazioni della Sorveglianza emergeva che la condannata tendeva a sminuire le sue responsabilità e questa valutazione ha fatto respingere nel febbraio 2025 una prima richiesta di detenzione domiciliare e di affidamento in prova. Ora il tribunale ha mutato orientamento. La Corte di Cassazione confermò la condanna definitiva nel 2023. Atti sessuali e violenza su minore risalgono a un periodo che va dal 2017 – quando l’allievo aveva 13 anni – ai primi mesi del 2019.
I due si erano conosciuti nella palestra frequentata dal figlio della operatrice sanitaria (e non prof come è stato più volte detto), la quale avrebbe dato in seguito lezioni private all’adolescente, che all’epoca dei fatti si stava preparando a sostenere l’esame di terza media.
Ad accorgersi di quanto stava accadendo sarebbe stata la madre del ragazzo, che lo costrinse a rivelare il segreto. A quel punto era arrivata la denuncia e l’esame del Dna ha poi confermato la paternità del bambino.
La famiglia del 14enne, dopo aver appreso che la paternità del bambino era attribuita al proprio figlio, ha deciso di presentare una denuncia contro la professoressa.