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27.06.2026

Docente precario vince il ricorso e ottiene oltre 18mila euro di risarcimento per reiterazione illegittima di contratti a tempo determinato

Un docente di una scuola secondaria della provincia di La Spezia, ha ottenuto un risarcimento di oltre 18mila euro, più interessi e rivalutazione, per il danno subito a causa della reiterazione illegittima dei contratti a tempo determinato. Il Giudice del Lavoro ha accolto il ricorso promosso dal docente, come riportato da Flc Cgil. Il ministero dell’Istruzione e del Merito è stato quindi condannato a risarcire il lavoratore per l’abuso dei contratti a termine.

Docente di religione risarcito con 74mila euro dopo 20 anni di supplenze

Il caso citato non è l’unico degli ultimi giorni. Eccone un altro che abbiamo riportato qualche giorno fa:

Vent’anni di precariato nelle scuole pubbliche, in attesa dei concorsi che lo Stato non ha mai attivato: una condizione lavorativa contrassegnata dall’incertezza, pur in presenza dei titoli per svolgerla, delle competenze per praticarla e dei posti liberi da occupare. Adesso, però, arriva un risarcimento danni importante: oltre 74mila euro, a cui aggiungere gli interessi maturati e la rivalutazione della somma. Il protagonista è un docente di religione cattolica di Reggio Emilia, difeso dalla Cisl Emilia Centrale: la “bella cifra” del risarcimento gli sarà accreditata direttamente dal ministero dell’Istruzione e del Merito, reo di non avere fatto tutto per stabilizzarlo.

Quello ottenuto, spiegano con fierezza dal sindacato, “è uno dei risarcimenti più rilevanti ottenuti negli ultimi anni in materia di abuso dei contratti a termine nella scuola”.

E il docente non è l’unico ad ottenere un indennizzo importante, previsto per legge fino a 24 mensilità tenendo come riferimento l’ultima corrisposta: un altro docente di religione avrà un risarcimento di 42.700 euro, a cui aggiungere, anche per lui, gli interessi maturati negli anni.

Secondo Ciro Fiore, segretario generale aggiunto Cisl Scuola Emilia Centrale, che ha garantito assistenza tecnica e legale, “alla base dei provvedimenti c’è un principio semplice: non si possono usare contratti a termine per coprire per anni esigenze stabili della scuola. La normativa europea”, avviata con la Direttiva n. 70 del 1999, “impone agli Stati misure effettive contro l’abuso del lavoro a tempo determinato; qui il superamento dei 36 mesi e la reiterazione per oltre vent’anni sono stati riconosciuti e sanzionati”.

L’impugnazione in tribunale non riguarda però solo gli insegnanti: lo stesso sindacato che ha appena depositato ricorso pilota cui hanno aderito 156 Ata reggiani, mentre sono in fase avanzata altri sei contenziosi riguardanti docenti reggiani di religione con situazioni analoghe.

“La giurisprudenza – ha detto ancora il sindacalista della Cisl – si sta estendendo ai docenti di ogni disciplina, intercettando una platea sempre più ampia di lavoratori che per anni hanno garantito il servizio scolastico con contratti con scadenza al 30 giugno o al 31 agosto”.

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