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I docenti dei conservatori senza tutela

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1.300 docenti che lavorano da anni nei conservatori statali e nelle accademie delle belle arti sono stati buggerati dall’emendamento alla legge di bilancio, che avrebbe dovuto disegnare la soluzione, dal costo di 3 milioni di euro, ma che è sparita sotto il naso dei promotori all’ultimo secondo.

Se l’ex sottosegretaria al Miur Angela D’Onghia si è dimessa, una protesta prenderà forma davanti al ministero dell’Istruzione con i docenti pronti a sfilare assieme ai sindacati.

Ma chissà che non spunti una nuova soluzione nel passaggio della legge Bilancio alla Camera, dove è appena sbarcata e può essere nuovamente modificata.

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Matteo Renzi

Un post su facebook del segretario del Pd lascia sperare: “Sta parlando con chi più di ogni altro ha lavorato per la stabilizzazione dei precari nella scuola. Proviamoci alla Camera, Emanuele. Ps la sua alunna può utilizzare anche il Bonus Stradivari.”

Fra i precari in questione ci sono molti nomi noti, da Rossana Casale (cantante jazz) a Gloria Banditelli (mezzo soprano specializzata nel repertorio barocco), da Roberto Fabbri (chitarrista classico e compositore) a Gemma Bertagnolli (soprano). E, fino a un mese fa, c’era anche Danilo Rea che ha appena lasciato la ‘cattedra’ jazz al Conservatorio di Santa Cecilia

Ma perché il governo ha deciso di intervenire solo per gli Istituti pareggiati e non per conservatorio e accademie di belle arti?

Afam Cenerentola

Tra l’altro, viene fatto notare “la Legge 508 che ha aggiornato culturalmente l’alta formazione alla cultura contemporanea e all’Europa è stata varata, infatti, nel dicembre del lontano 1999 e da allora è rimasta incompleta, mentre nello stesso lasso di tempo l’Università è stata rinnovata da oltre tre riforme. In sostanza l’Alta Formazione artistica, musicale e coreutica (Afam) è stata messa sempre all’ultimo posto”.