“Con la scomparsa di don Antonio Mazzi se ne va una delle figure più significative della solidarietà italiana, in grado di coniugare impegno educativo, attenzione alle persone e profondo rispetto della dignità umana”. Così Daniele Novara – pedagogista, autore di best seller e fondatore del CPP, Centro PsicoPedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti – ricorda don Antonio Mazzi.
“Nel maggio del 2024 ho avuto l’occasione di tenere una formazione presso la sua fondazione“, prosegue il pedagogista. “Nonostante l’età, don Antonio partecipò per tutta la mattinata con un interesse e una presenza davvero sorprendenti. Mi colpirono la sua freschezza, la sua curiosità e la sua capacità di entrare in sintonia con le persone con grande umiltà“.
Per Novara, il lascito di don Antonio Mazzi supera le opere realizzate nel corso della sua lunga attività: “Ciò che resta, oltre tutto ciò che ha realizzato, è il suo spirito, fatto di gratuità, attenzione agli altri e profondo rispetto per le prerogative e la storia di ogni persona. È stato un uomo che ha saputo aiutare senza invadere, accompagnare senza sostituirsi e educare senza giudicare“.