Il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara può essere contento, lui che ha disposto risarcimenti da parte di coloro che danneggiano le strutture pubbliche, come le scuole appunto: chi danneggia le scuole paga personalmente i danni, invece della collettività, costituendosi, se è il caso, parte civile nei processi penali per ottenere il risarcimento, applicando il principio “chi rompe paga”.
E una scuola è stata danneggiata da parte di gente che, col volto coperto e inneggiando slogan fascisti, con spranghe e tubi di ferro ha fatto irruzione nel liceo Leonardo da Vinci di Genova, mettendo a soqquadro l’intero edificio occupato dagli alunni.
E se per un verso si moltiplicano le espressioni di solidarietà nei confronti degli studenti, sui contorni del blitz, che non ha visto feriti, ma pesanti danni alla scuola e svastiche disegnate sui muri, la polizia indaga “a 360 gradi”.
Tuttavia, questi studenti del “Collettivo Leodavinci”, prima ancora che da parte del ministero o da altre istituzione venisse un qualsiasi input per riparare i danni e contrastare la violenza esercitata sulla scuola, hanno deciso di agire.
E come? Hanno lanciato un appello via social, scrivendo: “Invitiamo tutti i cittadini, studenti, genitori, istituzioni ad aiutarci a sistemare la scuola, la nostra è una risposta pacifica, determinata e collettiva, ripariamo ciò che è andato distrutto perché per noi la scuola è un luogo da difendere e non da assaltare”.
Appello accolto e molti si sono presentati davanti alla sede del liceo, che però è chiusa per motivi di sicurezza, compresi la sindaca di Genova, Silvia Salis, e il dirigente scolastico che hanno ringraziato gli studenti per l’iniziativa.
Al megafono la sindaca Salis ha ammonito: “Sono qui con il vostro preside per dirvi che non possiamo accettare la vostra offerta ma ne siamo comunque onorati. Sono commossa come vostra sindaca e vi ringrazio per l’impegno che state dimostrando, siete magici e vi meritate che questa politica e questa città vi dedichino attenzione. E’ davvero molto importante che voi oggi abbiate chiesto di prendervi cura della vostra scuola, perché la scuola è di tutti, è il luogo della cultura e deve essere il luogo della libertà”.
Il collettivo studentesco del Leonardo Da Vinci ha ricevuto la solidarietà di altri collettivi studenteschi, protagonisti nelle ultime settimane di varie occupazioni tra cui quello dell’Università, di vari partiti, da sindacati, nonché dall’associazione Music For Peace.
Anche Genova Antifascista ha deciso di schierarsi con gli studenti convocando un presidio in piazza Alimonda alle 17.30: “Perché nessun atto squadrista resti senza risposta”.
Tuttavia la polizia, che indaga e che considera i pochi metri della scuola dalla sede di Casapound, starebbe già ridimensionando la matrice politica del raid che potrebbe essere presente ma collegata a un contesto di disagio giovanile e microcriminalità.
Anche la Rete degli studenti medi ha convocato un presidio davanti al liceo per oggi, lunedì, alle 9.