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Draghi, banda larga ovunque entro il 2026. Saranno coperte oltre 9mila scuole

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Banda larga ovunque entro il 2026. Questo è un degli obiettivi che si è dato il governo Draghi nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) grazie ad uno stanziamento di oltre 6 miliardi per lo sviluppo e la predisposizione di rete ultraveloci, sia per le reti fisse a banda larga (FFTH) che per quelle mobili (5G e FWA).

Secondo i piani dell’Esecutivo entro maggio saranno pronti i piani di investimento per identificare le aree del Paese, che senza questi specifici interventi rimarrebbero senza copertura, con l’obiettivo quindi di eliminare il digital divide e di andare verso la gigabit society tanto sognata.

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Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è lo strumento che dovrà dare attuazione, in Italia, al programma Next Generation EU. L’azione di rilancio del Piano è guidata dagli obiettivi di interventi connessi ai tre assi strategici condivisi a livello europeo che riguardano la proprio la digitalizzazione e l’innovazione, la transizione ecologica e l’inclusione sociale.

Cosa prevede il PNRR

La copertura della rete estesa a tutto il territorio è trasversale a tutte e 6 le missioni di cui è composto il PNRR. In particolare, impatta fortemente sulla prima Missione (Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura 45,9 miliardi), perché l’intervento sulla PA passa “sia attraverso il rafforzamento e la valorizzazione delle competenze e la semplificazione dei processi decisionali e autorizzatori, sia attraverso investimenti nelle infrastrutture digitali, che dotino la PA di interfacce condivise che consentano di fornire servizi moderni, interoperabili e sicuri”.  La missione numero 4 (Istruzione e ricerca 27,9 miliardi) è dedicata al potenziamento delle competenze e del diritto allo studio, alla lotta contro la povertà educativa e ai divari territoriali nella quantità e qualità dell’istruzione.

L’interesse del Governo verso l’innovazione e la digitalizzazione del Paese è stato ribadito dal Presidente Draghi nella replica alla Camera sul Recovery Plan, “Grazie a questa nuova e completa infrastruttura intendiamo investire” ha puntualizzato il Premier “per ammodernare la nostra amministrazione, connettere tutte le scuole e gli ospedali, incentivare le imprese a investire e digitalizzarsi”.

Per avere un Italia moderna, digitalizzata dalla Pubblica Amministrazione ai privati il primo tassello fondamentale è che ovunque ci sia quindi, la copertura della Rete.

Larga banda in tutti gli edifici scolastici

Gli investimenti previsti nel piano assicurano la fornitura di banda ultra-larga e connessioni veloci in tutto il Paese. In particolare, si prevede di portare la connettività a 1 Gbps in rete fissa a circa 8,5 milioni di famiglie e a 9mila edifici scolastici che ancora ne sono privi, e di assicurare la connettività adeguata ai 12mila punti di erogazione del Servizio Sanitario Nazionale. Verrà avviato anche un Piano Italia 5G per il potenziamento della connettività mobile in aree a fallimento di mercato. Il Piano prevede incentivi per l’adozione di tecnologie innovative e competenze digitali nel settore privato, e rafforza le infrastrutture digitali della pubblica amministrazione, ad esempio facilitando la migrazione al cloud. Per turismo e cultura, sono previsti interventi di valorizzazione dei siti storici e di miglioramento delle strutture turistico-ricettive.

L’invito del Governo verso gli Operatori di mercato è che sappiano scegliere le tecnologie più adatte per ogni zona interessata e che si tuteli da una parte la scelta dei cittadini dall’altra la concorrenza stessa degli operatori.

Per il potenziamento della didattica si prevedono interventi per la didattica digitale integrata, le competenze STEM e il multilinguismo, con un focus specifico alla formazione delle donne e si investirà fortemente tornando al tema della copertura nelle infrastrutture all’interno delle scuole (cablaggio, laboratori, aule didattiche) a completamento della copertura a larga banda esterna agli edifici scolastici.

Le risorse destinate alla larga banda e al 5G trova consenso unanime tra tutte le forse politiche che ritengono sia uno strumento inevitabile per lo sviluppo del nostro Paese. Rimangono aperti per il Governo, però, alcuni punti non banali legati a come si intende arrivare all’obiettivo.

Come riportato da una nota di Ansa Alessio Butti, deputato di Fratelli d’Italia e responsabile Tlc di FDI ritiene non positivo il “silenzio del governo rispetto a quanto accade in queste ore nel CdA di Cassa Depositi e Prestiti, in ordine al futuro di Open Fiber” società nata proprio per portare la fibra in casa degli italiani.

Altro tema da non sottovalutare per la spinta alla trasformazione digitale del nostro Paese e la necessità di un grande piano di reskillingper i lavoratori, senza le competenze digitali e una rivisitazione fondamentale dei processi, la sola larga banda non sarebbe sufficiente per modernizzare il Paese.

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