Home Sicurezza ed edilizia scolastica Due formule per calcolare il rischio sismico

Due formule per calcolare il rischio sismico

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Riportiamo come premessa una definizione di rischio sismico data da Wikipedia: “In sismologia il rischio sismico è stato definito, dalla maggior parte dei propositi governativi, come le conseguenze di un potenziale danno economico, sociale ed ambientale derivante da eventi sismici pericolosi che possono occorrere su un certo territorio in un dato periodo di tempo.

Esso utilizza i risultati dell’analisi del pericolo sismico, includendovi le probabilità di occorrenza dell’evento sismico. Un edificio localizzato in una regione di alto pericolo sismico è a più basso rischio se esso è costruito secondo i principi dell’ingegneria sismica.

Si può quindi definire il rischio sismico come il prodotto della probabilità di occorrenza dell’evento sismico e il livello atteso di scuotimento del suolo (magnitudo o accelerazione di picco, pericolosità sismica)”.

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Il rischio sismico può essere calcolato facendo il prodotto di due elementi base:

R = P x V

Dove P è la pericolosità sismica  (definita anche sismicità del luogo)  costituita dalla probabilità che si verifichino terremoti di una data entità, in una data zona ed in un prefissato intervallo di tempo. Mentre V è la vulnerabilità sismica che  misura la predisposizione di una costruzione a subire danni per effetto di un sisma di prefissata entità.

In modo più preciso il rischio sismico può essere calcolato attraverso  la seguente formula dipendente  dall’interazione di 3 fattori:

  • Pericolosità (P)
  • Vulnerabilità (V)
  • Esposizione (E)

R = P x V x E

Dove E è l’esposizione che indica la possibilità che un’area subisca un danno in termini economici, di vite e di beni culturali.

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