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E-book a scuola? Adottati solo dall’1%

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L’Italia è ferma al 47% per quanto riguarda le connessioni a Internet nelle scuole  e al 59% di studenti che usano un pc, un tablet o un notebook in classe. Rispetto alla Finlandia, cui il ministro fa riferimento, siamo molto indietro, troppo.

Ma non è solo questo l’handicap. Secondo l’Associazione italiana editori (Aie) siamo lontanissimi anche sulla presenza degli e-book e dei contenuti digitali tra i libri di testo.

Il collegio dei docenti sceglie

La scelta degli e-book spetta ai collegi docenti, giusto il decreto Carrozza che stanziava anche 8 milioni in due anni per «l’acquisto, anche tra reti di scuole, di libri di testo, anche usati, di contenuti digitali integrativi e dispositivi per la lettura di materiali didattici digitali da concedere in comodato d’uso, nel rispetto dei diritti patrimoniali dell’autore e dell’editore connessi all’utilizzo indicato».

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Ma così non è stato, secondo quanto pubblica Il Sole 24 Ore, nonostante  optare per una versione mista – libro cartaceo+ e-book+contenuti digitali integrativi – può comportare uno sconto del 10% del prezzo dei libri di testo della scuola primaria e dei tetti di spesa dell’intera dotazione libraria necessaria per ciascun anno della scuola secondaria di primo e secondo grado. Una decurtazione che sale al 30% per chi sceglie la versione totalmente digitale (e cioè e-book più aggiornamento via web) e che costituirebbe un antidoto alle polemiche sul caro-libri.

L’Associazione italiana editori

Sempre secondo le rilevazioni dell’Associazione italiana editori (Aie), alla primaria solo lo 0,19% delle adozioni è integralmente digitale (nel 2014/15 era dello 0,27%); alle medie dello 0,95% e alle superiori dell’1,29% (contro lo 0,75% e l’1,12% registrati, rispettivamente, cinque anni fa). Laddove, si legge sempre sul Sole 24 Ore, è aumentata la quota di scuole che sono passate alla modalità mista. Che rappresenta oggi la regola nel 98% delle elementari, nell’84% delle secondarie di I grado e nell’89,6% delle secondarie di secondo grado.

Numeri che non devono illudere più di tanto però visto che sono pochissimi i casi in cui contenuti aggiuntivi offerti dagli editori via web o tramite App vengono realmente utilizzati e scaricati.

Formare i docenti

In ogni caso il suggerimento per diffondere download di contenuti integrativi, è quello di scommettendo realmente sulla formazione dei docenti. Che era e resta il vero ago della bilancia, al di là delle carenze ben note di infrastrutture nelle scuole e dei progressi più o meno lenti nella disponibilità di connessioni a banda larga e ultralarga negli edifici scolastici.