“Non dimentichiamoci che le scuole non sono di proprietà del Ministero, ma di Comuni e Province a cui fanno capo le competenze in materia di edilizia scolastica, così come l’aggiornamento dei dati sull’Anagrafe dell’edilizia scolastica. Lo Stato ha piuttosto il compito di trasferire ulteriori risorse rispetto a quelle ordinarie già in possesso degli enti locali”.
A precisarlo è il Ministro Valditara in risposta ad un articolo del Corriere della Sera del 1° settembre dal titolo “L’ultima della classe? La sicurezza” a firma di Gian Antonio Stella.
Nella replica Valditara spiega che “fornire le certificazioni più significative è di esclusiva competenza degli enti locali, che spesso tardano a renderli pubblici anche quando esistenti, non essendo fra l’altro previsto alcun obbligo di pubblicazione. Per cui il fatto che non siano stati pubblicati non vuol dire che automaticamente le scuole ne siano sprovviste“.
Il Ministro elenca poi gli interventi messi in atto dal Governo: “si è avviato un piano straordinario di 11 miliardi di euro, che utilizza sia fondi Pnrr, sia, per circa 1/3 degli interventi di messa in sicurezza, fondi ministeriali. È il più grande piano di finanziamento relativo alla messa in sicurezza delle scuole italiane mai fatto nella storia della Repubblica. Coinvolge attualmente oltre 10.000 edifici scolastici, circa un quarto del totale. È evidente che i risultati si vedranno al termine dei lavori“.
Sempre in merito ai documenti della sicurezza, il Ministro precisa che “quanto alle due certificazioni di competenza delle scuole, e cioè il piano di evacuazione e il documento di valutazione dei rischi, emerge che, attualmente, su un totale di 39.993 edifici censiti in anagrafe è indicata la presenza del Piano di evacuazione per 32.921 (oltre l’82%) e la presenza del Dvr per 32.080 (oltre l’80%). Poiché, però, il caricamento di questi dati non è obbligatorio, il dato reale è verosimilmente maggiore di quello rilevato nell’anagrafe stessa. È semmai opportuno rendere obbligatoria la pubblicazione di tutte le certificazioni. Laddove questi documenti non fossero proprio stati redatti, dal prossimo anno tale inadempienza potrà incidere sulla valutazione della performance del dirigente“.