Stanno per iniziare i corsi di educazione alla parità di genere organizzati dalla Fondazione Giulia Cecchettin insieme al Dipartimento Forlilpsi dell’Università di Firenze: come riporta La Repubblica, si tratta di percorsi gratuiti dedicati agli insegnanti della scuola dell’infanzia e primaria.
“Educare all’uguaglianza di genere, fin dall’infanzia”, questo il titolo del corso. L’obiettivo è fornire strumenti concreti per riconoscere e decostruire gli stereotipi di genere nei contesti educativi. Il progetto, realizzato in forma pilota in Toscana, Veneto e Puglia, inizierà ufficialmente il 21 marzo con un convegno inaugurale a Firenze, pensato per accompagnare il personale docente coinvolto nella sperimentazione.
Si tratta di un programma online, gratuito e accreditato ai sensi della Legge 170/2016. La formazione si articola in 4 moduli per un totale di 60 ore, tra videolezioni, studio autonomo e verifiche intermedie e finali. Le attività didattiche si svolgeranno tra maggio e ottobre 2026, al termine le docenti e i docenti riceveranno un certificato valido per l’aggiornamento professionale obbligatorio.
Le candidature potranno essere presentate fino all’8 marzo 2026 esclusivamente tramite la compilazione dell’apposito modulo online. Le domande saranno accolte in ordine cronologico di arrivo, fino a esaurimento dei posti disponibili per ciascuna delle regioni coinvolte.
Le videolezioni sono curate dalle e dai componenti del Comitato scientifico della Fondazione Giulia Cecchettin, insieme ad altre esperte ed esperti provenienti dall’ambito pedagogico, sociologico, psicologico e linguistico. I contenuti del corso affrontano alcuni temi chiave per l’educazione di oggi. Il primo modulo introduce il vocabolario essenziale legato a genere, stereotipi, pregiudizi e discriminazioni, con un approfondimento sulla costruzione della maschilità e sui condizionamenti culturali che influenzano bambine e bambini.
Il secondo modulo esplora la pedagogia di genere e l’educazione all’affettività e alla sessualità, con particolare attenzione agli stereotipi presenti nei saperi scolastici e nei libri di testo. Il terzo modulo offre strumenti operativi per lavorare sul linguaggio, sui materiali educativi e sui modelli di rappresentazione nei prodotti culturali destinati all’infanzia. L’ultimo modulo affronta il tema della violenza di genere, ne definisce le diverse forme e chiarisce il ruolo della scuola nella prevenzione, con un focus specifico sulla consapevolezza maschile e sui cambiamenti culturali in corso.
Il progetto “Educare all’uguaglianza di genere, fin dall’infanzia” sarà accompagnato da una ricerca biennale condotta dall’Università di Firenze, che analizzerà la consapevolezza di genere del corpo docente, i bisogni formativi e le competenze sviluppate durante il percorso. I risultati saranno raccolti in un report che sarà presentato pubblicamente nel 2028, con l’obiettivo di offrire dati aggiornati utili a orientare le future politiche educative.
A novembre 2026, inoltre, il percorso formativo si concluderà con un convegno finale durante il quale sarà illustrato un primo bilancio della sperimentazione.
Il dramma della violenza di genere e dei femminicidi è stata al centro dell’ultima lezione in diretta di educazione civica, che si è tenuta lo scorso 13 febbraio, dalle ore 11.00 alle ore 12.00 con ospite Gino Cecchettin, padre di Giulia e presidente della fondazione dedicata alla figlia, vittima di femminicidio nel 2023.
Ecco cosa ha detto nel corso della diretta: “Mi considero un papà che deve trovare un modo per amare la propria figlia, in un modo astratto cercando di promovere una cultura del rispetto: non rispetto cavalleresco, dall’alto verso il basso. Rispetto significa vedere l’altra persona come uguale a noi, con la stessa libertà, non qualcuno da proteggere”.
“Penso sia doveroso parlare ai ragazzi, dobbiamo parlare soprattutto alle nuove generazioni, che sono forse più sensibili a questa tematica, hanno la possibilità di plasmare il loro futuro. Da loro ci aspettiamo tanto, sono molto positivo, il materiale è ottimo”.