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11.03.2026

Scritta choc nel banco di un liceo: “Uccidi una donna incinta”. Gli studenti chiedono con urgenza educazione affettiva

Un disegno a matita con istruzioni dettagliate su come uccidere una donna incinta, su cosa fare con il feto e con riferimenti espliciti ad atti sessuali. È quanto scoperto nell’aula di un liceo di Roma. A renderlo pubblico sono state studentesse e studenti dei collettivi scolastici, che hanno denunciato l’accaduto con un comunicato indignato riportato da Repubblica.

Una scritta “meticolosa”, non una provocazione casuale

Secondo i collettivi, tra cui quello dedicato ad Assange, non si tratterebbe di uno scarabocchio improvvisato ma di una descrizione accurata e sistematica. “Quando la violenza smette di essere un’astrazione e diventa una procedura descritta su un banco”, scrivono, “siamo di fronte a una manifestazione di perdita di valori gravissima e preoccupante”. Nel comunicato, gli studenti collegano il contenuto del disegno a tematiche come pedofilia, abuso sessuale e oggettificazione, “questa volta addirittura nella prima forma di vita”. L’episodio avrebbe sconvolto anche diversi docenti. La preside ha preferito al momento non rilasciare dichiarazioni. La denuncia arriva a pochi giorni dall’8 marzo, Giornata internazionale della donna: un dettaglio che i collettivi sottolineano per evidenziare il contrasto tra il momento simbolico e il contenuto della scritta.

Le richieste degli studenti: educazione e supporto psicologico

Di fronte all’accaduto, studentesse e studenti chiedono che la scuola rafforzi i percorsi di sensibilizzazione sull’affettività e sulla sessualità, e che venga garantito un supporto psicologico per chi possa essere attraversato da pensieri di questo tipo. La richiesta non si limita al solo liceo in questione: i collettivi insistono sulla necessità di non trattare episodi simili come fatti isolati, ma come segnali di un problema culturale più ampio all’interno delle comunità scolastiche.

Un fenomeno che riguarda più scuole romane

L’episodio si inserisce in un contesto già segnato da casi analoghi, come riportato in passato, in un altro liceo romano, tra novembre e dicembre, erano comparse due liste degli stupri: la prima trovata in un bagno, con i nomi di sette ragazze e un ragazzo impegnati nelle liste studentesche; la seconda, due settimane dopo, con i nomi di due professoresse. Un episodio simile era stato segnalato il 10 dicembre anche in un altro istituto.

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