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Educazione civica, considerare le esigenze delle scuole

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Mi permetto di intervenire sulla questione relativa alla legge sull’insegnamento dell’educazione civica.

Premetto di condividere pienamente l’iniziativa di legge e i suoi contenuti, tuttavia sulla tempistica ritengo che questo Governo, dimissionario, non abbia tenuto nella dovuta considerazione le esigenze delle scuole.

L’insegnamento della nuova materia, si sa, è a costo zero e ciò significa che le scuole devono, da sole, organizzare gli aspetti didattici e culturali nonché gestionali per ottemperare alle richieste ministeriali. “Chi insegna che cosa” è un problema che non si può assolutamente risolvere nelle riunioni iniziali dei primi dieci giorni di settembre. Non solo: siamo reduci da un cambiamento dell’Esame di Stato avvenuto nel corso dell’anno scolastico e ciò ha comportato impegni non indifferenti per noi docenti, ovviamente a costo zero.

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Adesso un Governo dimissionario lascia il suo ultimo “ricordino” e noi docenti, sempre a costo zero, costretti a inventarci formule stravaganti solo perché non si può rimandare il tutto a settembre 2020! Spero che il sig. Presidente del Consiglio, dott. Giuseppe Conte, intervenga per evitare una soluzione così improvvisata circa l’insegnamento dell’Educazione Civica, e che il sig. Presidente della Repubblica faccia propria l’idea di rimandare a settembre 2020 l’applicazione della legge!

Stefano De Stefano