Sul ruolo e la funzione dell’insegnamento della educazione civica, c’è da sempre un dibattito aperto: deve essere una disciplina autonoma o un terreno di incontro trasversale?
Entrambe le soluzioni hanno vantaggi e svantaggi: l’educazione civica come materia autonoma avrebbe servirebbe forse a farne comprendere a tutti (studenti e famiglie) l’importanza mentre la trasversalità, attualmente prevista dalla legge 92/2019, consentirebbe un maggior coinvolgimento dell’intero consiglio di classe.
Resta il fatto che questo “nodo” dovrebbe essere affrontato e possibilmente risolto.
Sul tema, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) lancia un appello urgente al Ministero dell’Istruzione e al Parlamento: rivedere profondamente l’attuale gestione dell’Educazione civica nella scuola italiana.
A distanza di oltre quattro anni dall’entrata in vigore della legge 92/2019, il bilancio appare negativo. Secondo il Coordinamento, la scelta di rendere trasversale l’insegnamento della disciplina ha prodotto «confusione, disomogeneità e riduzione del percorso a mera formalità burocratica».
La mancanza di una materia autonoma e di docenti specificamente formati ha trasformato l’Educazione civica in un contenitore indefinito, spesso inglobato forzatamente in altre discipline. In molte scuole, le ore risultano frammentate o addirittura simboliche, senza una reale continuità didattica né una valutazione organica.
Il CNDDU sottolinea come gli studenti percepiscano la disciplina come marginale e poco utile, con una conseguente perdita di credibilità dell’intero percorso educativo.
Per restituire serietà e coerenza all’insegnamento, il CNDDU chiede una revisione normativa radicale, a partire dalla modifica dell’art. 2 della legge 92/2019. In particolare, propone che:
Secondo il Coordinamento, solo un simile intervento garantirebbe una formazione civica solida, critica e realmente orientata alla cittadinanza democratica.
Il CNDDU ricorda inoltre che, il 7 marzo 2023, è stata presentata una proposta di legge ordinaria con l’obiettivo di rafforzare l’insegnamento delle scienze giuridiche, economiche e del lavoro nel primo biennio delle scuole superiori, attribuendo al contempo il coordinamento dell’Educazione civica ai docenti di diritto ed economia. Tuttavia, l’iter del provvedimento risulta ancora bloccato.
Il Coordinamento chiede quindi un incontro urgente con il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, per illustrare le proprie proposte e avviare un tavolo di lavoro condiviso.
«Non si tratta di un privilegio corporativo – sottolinea il CNDDU – ma di un atto di responsabilità culturale e politica, necessario per offrire agli studenti un percorso educativo serio, uniforme e rispettoso della Costituzione».