Nelle aule scolastiche di oggi si parla sempre più di competenze, prove standardizzate e risultati, ma si dimentica spesso che senza un equilibrio emotivo non c’è vero apprendimento. Ansia e stress invadono le classi: ignorare le emozioni significa lasciare soli docenti e alunni. VAI AL CORSO
Sempre più insegnanti si trovano di fronte a un nodo cruciale: come conciliare l’apprendimento con il benessere emotivo degli alunni. Ansia, tensione e stress, infatti, non restano fuori dall’aula, ma entrano e condizionano attenzione, partecipazione e risultati. Saper affrontare le emozioni diventa allora una competenza educativa tanto necessaria quanto quella disciplinare.
Numerose ricerche hanno dimostrato come il legame tra emozioni e processi cognitivi sia stretto e costante. Non si tratta solo di gestire momenti di crisi, ma di educare i bambini a riconoscere i propri stati d’animo e a trasformarli in risorse. Lavorare su questo piano significa favorire relazioni più serene e un apprendimento più stabile e duraturo.
Per i docenti è fondamentale poter contare su strumenti concreti: attività pratiche, giochi, laboratori integrati nelle discipline che insegnino a regolare le emozioni, prendere decisioni responsabili e affrontare difficoltà con atteggiamento resiliente. La didattica, così, diventa anche uno spazio in cui crescere come persone, oltre che come studenti.
Saper comunicare in modo empatico, prevenire e gestire i conflitti, integrare lo sviluppo socio-emotivo nelle attività quotidiane: queste non sono abilità “accessorie”, ma competenze centrali per la professione docente. Investire su di esse significa costruire un clima di classe più positivo, migliorare la convivenza e rendere più efficace ogni processo di insegnamento-apprendimento.
Su questi argomenti il corso Educazione emotiva e apprendimento: proposte operative per la primaria, a cura di Monica Campagnolo, in programma dal 9 ottobre.
Nel percorso proposto, il modello dell’Educazione Razionale Emotiva viene affrontato sia a livello teorico sia attraverso attività pratiche. Dopo una presentazione delle sue fasi di sviluppo e del suo adattamento alla scuola primaria, i docenti hanno la possibilità di sperimentarne l’applicazione concreta in classe. Si lavora in particolare sul riconoscere i pensieri dannosi, definiti “virus”, che possono compromettere il benessere dei bambini, e sull’elaborazione di strategie per sostituirli con convinzioni più costruttive.
Le attività spaziano da giochi ed esercizi specifici a integrazioni nelle discipline, come italiano e arte, fino a pratiche quotidiane che insegnano ad affrontare le difficoltà in modo resiliente grazie ai cosiddetti “salvagenti emotivi”.
Corsi di formazione docenti, ecco il catalogo dei corsi della Tecnica della Scuola, ente di formazione accreditato dal ministero dell’Istruzione e del Merito:
Gestire la scuola mese per mese (e-learning)
Guida alla compilazione del Pei 2025
Adhd: strategie di intervento in classe
Spiegare la matematica con oggetti semplici
Collaborazione e spirito di squadra