Ieri, 12 novembre, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha parlato alla Camera dei Deputati in merito al ddl sul consenso informato. Le sue parole hanno generato molte critiche: in aula c’è stata una vera e propria bagarre, tra urla e proteste.
Poi Valditara si è scusato, prima di annunciare di dover lasciare l’aula per andare in Puglia, dove è giunto in serata. A Lecce, il ministro ha visitato l’Its Academy Mobilità. Qui ha ripreso l’argomento, come riporta L’Edicola: “Auspico innanzitutto che il confronto tra maggioranza e opposizione e tra opposizione e governo sia sempre improntato a un clima costruttivo e a toni distesi – ha detto – però oggettivamente sono molto rammaricato per affermazioni come quella che il disegno di legge favorirebbe o comunque non contrasterebbe e renderebbe più difficile la lotta contro i femminicidi. Anzitutto perché il tema dei femminicidi è un tema così drammatico che non deve essere strumentalizzato”.
Valditara ha invitato “tutti a evitare polemiche strumentali, poi è anche falso per diversi motivi, innanzitutto perché noi abbiamo per la prima volta introdotto nei nuovi programmi scolastici l’educazione all’empatia, all’empatia relazionale-affettiva, alle relazioni, al rispetto verso la donna, al contrasto alla violenza di genere. Lo abbiamo evidenziato anche già da settembre 2024 nelle nuove linee guida sull’educazione civica, dove – ha spiegato il ministro – abbiamo messo l’educazione al rispetto, al rispetto verso la donna e alle educazione alle relazioni e educare al contrasto nei confronti della violenza di genere”.
“Credo che oggettivamente più di così sarebbe difficile prevedere nei programmi scolastici. Non solo: ma si tratta di obiettivi di apprendimento obbligatori – ha concluso Valditara – e non è vero, come ha detto qualche esponente dell’opposizione, che rientrano solo nelle 33 ore di educazione civica. Rientrano complessivamente in un progetto di educazione civica che è interdisciplinare e che va ben oltre le 33 ore ma caratterizza tutti i programmi scolastici”.
Oggi il ministro, come riporta La Repubblica, sarà in visita a Bari, dove sono previste proteste da parte degli universitari. “Come organizzazioni studentesche baresi saremo in presidio, dalle ore 18, di fronte al teatro Petruzzelli, per contestare l’indirizzo politico che il governo e il ministro Valditara stanno portando avanti in materia di istruzione pubblica, mettendo in campo manovre che definanziano le scuole e censurano le voci critiche”.
Ad annunciarlo in una nota congiunta Gennaro Cifinelli, presidente di Zona Franka. Sabrina Fanelli, coordinatrice dell’Unione degli studenti Bari, e Sahar Locaputo, coordinatrice dell’Unione degli universitari Bari. “Le politiche messe in campo dal ministro sono ben lontane da quello che si può definire buon senso – proseguono – in quanto producono un Paese in cui ingiustizie e disuguaglianze socio-economiche si riproducono proprio a partire dai luoghi della formazione”.
Valditara ha affermato, ad alta voce: “È stato detto che con questo disegno di legge impediremmo l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole, di informare i nostri giovani sui rischi delle malattia sessualmente trasmesse, è falso. È stato sfruttato un tema così delicato come quello dei femminicidi, sono indignato che abbiate detto che questa legge impedisca la lotta contro i femminicidi, vergognatevi, tutto questo non c’è in questa legge”.
Da qui la bagarre, con molti parlamentari che si sono alzati in piedi e la presidente di turno Anna Ascani che li ha richiamati più volte al silenzio. Valditara ha rivendicato “l’educazione alle relazioni, al rispetto e all’empatia, la vera affettività, il contrasto alla violenza di genere” svolta a scuola proprio per volontà del governo, scatenando urla e proteste.
Nel frattempo il 11 novembre, la Lega alla Camera ha depositato un emendamento sull’educazione alla sessualità a scuola, parzialmente correttivo rispetto al testo approvato in commissione. Cade il “divieto” di fare attività di educazione sessuale con esterni nelle scuole medie, che vengono in tal modo equiparate alle superiori, dove si richiede per tali attività il consenso dei genitori che dovranno conoscere temi e materiale didattico.
Nel frattempo oggi, 13 novembre, come riporta Ansa, è ripreso alla Camera l’esame del disegno di legge. L’intenzione delle opposizioni è quella di proseguire, come nella giornata di ieri, con interventi in massa per cui l’approvazione del testo con ogni probabilità è destinata a slittare.