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Aggiornato il 11.11.2025
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Educazione sessuale, marcia indietro: stop al divieto alle medie, si farà ma dietro consenso informato come alle superiori

Redazione

La Lega alla Camera ha depositato un emendamento sull’educazione alla sessualità a scuola, parzialmente correttivo rispetto al testo approvato in commissione. Lo riporta Ansa. Cade il “divieto” di fare attività di educazione sessuale con esterni nelle scuole medie, che vengono in tal modo equiparate alle superiori, dove si richiede per tali attività il consenso dei genitori che dovranno conoscere temi e materiale didattico.

Resta il divieto per la scuola dell’infanzia ed elementare, come previsto nel testo iniziale presentato il 23 maggio. La discussione del disegno di legge ‘Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico’ è iniziata oggi, 10 novembre, alla Camera.

Educazione sessuale, dietro front Lega in seguito al sondaggio della Tecnica della Scuola

Tutto torna come era previsto, dopo la baraonda che si è sollevata attorno all’emendamento che estendeva il divieto di fare attività relative all’educazione sessuale a scuola alla secondaria di primo grado. D’altronde, il sondaggio della Tecnica della Scuola che ha coinvolto 1.400 persone (818 docenti, 360 genitori, 24 studenti, 21 dirigenti) aveva parlato chiaro: gli addetti ai lavori hanno di fatto sonoramente bocciato lo stop ad attività (seppur esterne alla scuola e ai programmi curricolari) di educazione sessuale fino alla scuola secondaria di primo grado.

Sia i genitori, sia i docenti si sono espressi in modo compatto, sulla stessa linea.

In particolare, l‘85,7% dei docenti si è detto contro il divieto di fare educazione sessuale fino alle medie; analoga percentuale quella dei genitori, che è precisamente pari all’86,59%. Quindi, sostanzialmente, quasi nove docenti su dieci, e quasi nove genitori su dieci credono che a scuola si debbano svolgere questo genere di attività formative.

Dal nostro sondaggio, dunque, non vi sarebbero particolari resistenze sullo svolgimento dei corsi di ambito sessuale da parte dei genitori. E non vi sarebbe nemmeno una chiusura sul tema da parte degli insegnanti.

E nessun dubbio vi sarebbe nemmeno da parte degli studenti: il numero di partecipanti al nostro sondaggio è minore e sicuramente non significativo (solo 21 giovani), ma appare significativo il dato che nessuno tra loro si è detto d’accordo con la direzione che vuole intraprendere il ministro Giuseppe Valditara.

Le reazioni

“Alla fine, la destra è stata costretta a tornare indietro. Dopo settimane di polemiche, critiche da parte del mondo della scuola, delle associazioni, degli psicologi e di chiunque avesse a cuore la formazione dei ragazzi, cade il divieto di introdurre percorsi di educazione sessuale nelle scuole secondarie di primo grado. La Lega ha infatti annunciato il deposito di un emendamento correttivo rispetto al testo approvato in commissione. È una marcia indietro evidente, un passo obbligato dopo le proteste unanimi contro una misura priva di senso, ideologica e dannosa”. Lo dice Irene Manzi, responsabile nazionale scuola del Pd.

“Parliamo di un testo, voluto e difeso fino all’ultimo dal ministro Valditara che escludeva la possibilità di trattare alle scuole medie attività inerenti la sessualità considerate come un tabù da censurare. Una scelta oscurantista che negava ai ragazzi e alle ragazze un’opportunità.  Le opposizioni hanno combattuto con determinazione dentro e fuori dal Parlamento per denunciare l’assurdità di quella norma e oggi possiamo dire che il risultato è arrivato: una vittoria del buonsenso, della scuola e della libertà educativa. È evidente che Valditara e la Lega, di fronte alle critiche diffuse e all’imbarazzo crescente, rincara Manzi, abbiano dovuto cambiare posizione almeno rispetto a questo aspetto. Non basta un correttivo a cancellare l’errore di fondo: quello di pensare che la scuola debba tacere su tutto ciò che riguarda la crescita emotiva, relazionale e sessuale degli adolescenti. L’educazione affettiva e sessuale non è un capriccio ideologico: è prevenzione, è cultura del rispetto, è protezione per i nostri giovani. Oggi la destra è costretta a riconoscerlo. Noi continueremo a sollecitare la maggioranza ed il governo perché anche gli altri discutibili aspetti del provvedimento siano modificati. La scuola deve formare, non censurare”, così conclude la dem.

“Il ddl sul consenso informato non vieta l’educazione sessuale, che è già previsto nelle indicazioni nazionali. Giusto che a scuola si parli con adolescenti e ragazzi di malattie sessualmente trasmissibili, di gravidanze indesiderate e di educazione all’affettività e al rispetto. Questo lo si fa già e anzi, il Ministro Valditara lo sta potenziando. Quello che vietiamo sono le distorsioni ideologiche care alla sinistra: grazie a questa legge fortemente voluta dalla Lega, non potranno più entrare a scuola attivisti ideologizzati trans e Lgbt, drag queen, porno attori (tutto realmente già accaduto) privi di competenze pedagogiche, per parlare a bambini e ragazzi di fluidità di genere, di utero in affitto e di confusione sessuale. Per i ragazzi più grandi chiediamo solo che le famiglie vengano informate preventivamente su contenuti, relatori e materiale didattico utilizzato. Capisco che per Pd, M5s e Avs, le famiglie siano il nemico, visto che a più riprese hanno dichiarato che i figli non sono dei genitori e dovrebbe essere lo Stato ad educarli alla sessualità,  invitando addirittura le famiglie che la pensino diversamente a ritirare i figli dalle scuole, ma noi tuteliamo la libertà di scelta educativa delle famiglie, garantita dalla Costituzione, e soprattutto la serenità dei bambini. A sinistra si battono per l’ideologia gender, cantano e saltano sui carri dei pride e pretendono poi di educare i bambini alla loro ideologia, arrivando al punto di propagandare alle elementari perfino la compravendita di bambini attraverso l’utero in affitto. Noi chiediamo invece che la scuola non venga utilizzata in tal modo, ma resti un luogo sereno dove poter crescere e apprendere”, lo dichiara il deputato Rossano Sasso, capogruppo Lega in Commissione Cultura Scienza e Istruzione e relatore in Aula del provvedimento.

Il focus della Tecnica della Scuola

Sull’educazione sessuale in questi giorni si è detto di tutto. Precisamente se ne discute dal 15 ottobre, quando è stato approvato alla Camera l’emendamento al Ddl sul consenso informato che estende il divieto di poter parlare di tematiche sessuali (per le figure esterne alla scuola) – oltre che ai bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria – anche a quelli della scuola secondaria di primo grado. 

Si è parlato quindi di divieto di educazione sessuale fino alle medie: il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha voluto però precisare: non è vero, ha detto, che non si può fare educazione sessuale a scuola; si potrà fare a livello di programmi, come previsto dalle Indicazioni Nazionali del Primo Ciclo e dalle nuove Linee Guida di Educazione Civica.

Ma quindi cosa cambierà nel concretoQual è lo stato delle cose? La Tecnica della Scuola ha voluto costruire un focus per fare chiarezza sull’argomento.

L’approfondimento

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Le interviste

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Gli esiti del sondaggio

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