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05.12.2025

Eduscopio 2025, una ds: “Orgogliosa che la mia scuola non sia in top ten, classifica assurda che non dovrebbe esistere”

Redazione

Lo scorso 3 dicembre sono stati pubblicati i risultati di Eduscopio, la classifica che la Fondazione Agnelli stila ogni anno delle scuole, divise tra licei e istituti tecnici e professionali, migliori d’Italia. Una dirigente scolastica, a capo di una scuola di Milano, si dice contenta di non essere nella top.

“Quando eravamo in top ten mi vergognavo”

Come riporta Il Corriere della Sera, queste sono le parole che ha affidato ai social: “Sono orgogliosa che la mia scuola non sia nella top ten. Non solo sono contenta che non siamo tra i primi dieci. Ma qualche anno fa, quando nella top ten c’eravamo, non l’ho detto a nessuno, perché mi vergognavo”.

Ecco il motivo della sua frase tranchant: “È una classifica assurda, fatta su statistiche che non rispecchiano la realtà delle scuole: ognuna ha una sua storia, un territorio, un bacino diversi. Così sembra la storia del pollo di Trilussa: se una persona mangia un pollo e un’altra non ne mangia nessuno, in media hanno mangiato mezzo pollo ciascuno, anche se il secondo non lo ha neppure assaggiato. La classifica valuta il numero di esami fatti al primo anno e i voti agli esami all’università: ma le Università non sono tutte uguali e nemmeno le facoltà”.

“E poi, se un alunno riesce a fare meno esami di un altro, perché magari nel frattempo lavora? Non credo sia un disvalore. E invece per la classifica lo è. Inoltre, spinte da questa competizione, alcune scuole pretendono dagli studenti risultati alti proprio per non sfigurare e rientrare nella classifica. Ma è tutto il contrario: lo studente deve dare ciò che è in grado di dare e ciò che riusciamo a portarlo a fare noi”.

La performance è davvero importante?

“Posto che una graduatoria delle scuole, a mio parere, nemmeno dovrebbe esistere, potrebbe evidenziare le buone pratiche: quanto un istituto sia inclusivo, quanto sia non performante, bensì formante. Una scuola che è inclusiva bada meno alle prestazioni dei suoi studenti in uscita. Porta tutti avanti, non uno di meno. Magari non tutti riusciranno ad arrivare al termine in cinque anni e ce ne metteranno di più. Non importa”, ha aggiunto.

“Pensiamo a quanti oggi, al liceo, fanno l’anno all’estero: i loro genitori possono permettersi di pagare migliaia di euro. Ma chi resta a casa è meno bravo? Le classifiche come Eduscopio livellano tutto, non individuano le eccellenze. L’alunno di cui sono più fiera ha origini egiziane, ammesso alla maturità con la media del 9.75 e 10 in latino. I professori delle medie gli avevano consigliato un professionale. È stato ammesso a Medicina classificandosi tra i primi 10. Oggi fa il secondo anno. E poi penso a un altro nostro ex alunno, arrivato qui in seconda da un istituto tecnico: sta per laurearsi in matematica”. 

Poi, sui test orientativi che alcuni licei organizzano in entrata: “Non servono a nulla, se non a selezionare in partenza. Dopo ci credo che arrivano i risultati giusti per Eduscopio! Alcuni miei colleghi dicono che è utile come orientamento, per evitare che si iscriva chi non è adatto a questo corso. Da noi se qualcuno si iscrive e si accorge di aver sbagliato, lo aiutiamo: abbiamo una commissione di riorientamento e di motivazione”.

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La novità di quest’anno

La novità di quest’anno è la valutazione degli esiti universitari e lavorativi dei diplomati dell’a.s. 2021-22, l’annualità più recente considerata. Tra questi, sono inclusi 2.112 diplomati che hanno concluso la sperimentazione di percorso quadriennale avviata nell’a.s. 2018-19, i quali hanno sostenuto la maturità nel giugno 2022. Questa analisi preliminare è stata condotta per comprendere l’efficacia della sperimentazione, confrontando i risultati (in particolare quelli nel primo anno di università) con quelli dei compagni che hanno seguito il tradizionale percorso quinquennale.

Gli istituti con un percorso quadriennale considerati sono 142 tra statali e paritari. Quasi l’80% degli studenti quadriennali ha conseguito un diploma liceale (prevalentemente scientifico). Per confrontare il percorso accademico dei diplomati quadriennali con quello dei quinquennali in un contesto educativo omogeneo, sono stati individuati studenti che hanno conseguito la maturità (classico, scientifico, ecc.) in istituti che avevano attivato entrambi i percorsi. Sulla base di questo criterio, sono stati confrontati 1.885 diplomati quadriennali con 8.558 diplomati quinquennali loro compagni di scuola. I diplomati quadriennali risultano in genere studenti più motivati e con risultati più elevati già dalla scuola media (autoselezione positiva). Tuttavia, per quanto riguarda il percorso universitario, non si osservano differenze significative nell’immatricolazione, ma i diplomati quadriennali ottengono voti leggermente inferiori a parità di altre condizioni rispetto ai compagni quinquennali (risultato statisticamente significativo). La stima della percentuale di crediti (CFU) ottenuti suggerisce anche una minore efficacia, sebbene tale risultato non sia statisticamente significativo.

Il metodo

Il portale fornisce dati aggiornati sulle scuole secondarie di II grado per aiutare studenti e famiglie nella scelta del percorso di studi dopo la terza media. Permette di comparare le scuole nell’area di residenza, indirizzo per indirizzo, sulla base di come esse preparano per l’università o per il mondo del lavoro dopo il diploma.

Per questa nuova edizione, il gruppo di lavoro della Fondazione Agnelli, coordinato da Martino Bernardi, ha analizzato i dati di 1.355.000 diplomati italiani provenienti da 8.150 scuole in tre anni scolastici successivi (a.s. 2019/20, 2020/21, 2021/22). Le analisi si concentrano su due compiti educativi fondamentali: la capacità dei licei e degli istituti tecnici di preparare e orientare gli studenti a un successivo passaggio agli studi universitari, e la capacità degli istituti tecnici e professionali di preparare gli studenti a un positivo ingresso nel mondo del lavoro per chi non intende frequentare l’università.

 

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