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Emiliano sulla scuola: fino al 15 maggio prorogheremo l’ordinanza sulla DaD a scelta delle famiglie

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L’ordinanza che ha fissato la DaD a scelta delle famiglie fino al 30 aprile potrebbe essere rinnovata fino al 15 maggio. Lo annuncia, secondo quanto affermano alcune testate locali, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, durante un confronto con un gruppo di genitori favorevoli alla didattica a distanza.

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Un’ordinanza che, non essendo stata impugnata, anche solo per questo il Governatore reputa valida. Resta convinto, infatti, il Presidente Emiliano, che sia la scelta più democratica e che in tema di salute nessun Dirigente Scolastico possa imporre a un genitore di mandare il proprio figlio a scuola in presenza.

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Avrebbe detto il Presidente della Regione Puglia: “Nessuno in pandemia può obbligarvi a mandare i vostri figli a scuola in presenza, è un vostro diritto costituzionale chiedere la didattica a distanza.”

Una teoria giuridica personale, rivendica Michele Emiliano, fondata sul principio per il quale “la libertà di scelta garantisce il diritto individuale e quello collettivo alla salute e all’istruzione.”

Insomma, abbassare il numero di persone in classe diminuisce il rischio contagi, e questo è a tutela di tutti. Dunque, conclude Emiliano: “La nostra intenzione, in assenza di novità positive sul fronte contagi, è quella di prorogare l’ordinanza per i primi 15 giorni di maggio.”

Il Presidente Draghi

Intanto il Presidente del Consiglio Mario Draghi tira dritto e pare non voglia fare passi indietro rispetto a quanto dichiarato nell’ultima conferenza stampa. La scuola ripartirà in presenza per tutti dal 26 aprile e garantirà almeno un mese di scuola vera a ogni alunno e alunna del Paese.

Fonti Adnkronos riferiscono che il presidente Draghi è convintissimo del ritorno in aula, il più convinto di tutti. Di certo non tornerà indietro, vuole i ragazzi in classe. “La scuola prima di tutto”, pare abbia detto mentre si decideva delle riaperture, ricordando a tutti come l’istruzione sia rimasta drammaticamente indietro in questo anno di pandemia. Parola d’ordine, insomma: ripartire in presenza, ma senza tralasciare il tema della sicurezza.

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