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Équipe Formative Territoriali – risorse strategiche da potenziare

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In conseguenza della crisi sanitaria sono stati attribuiti alle scuole finanziamenti straordinari per l’adeguamento delle strutture, degli arredi e degli strumenti digitali per la didattica. È ora strategico destinare parte di questi fondi al potenziamento delle risorse umane che supportano le scuole nella gestione delle risorse materiali per il consolidamento del digitale nella didattica.

Dal settembre 2019 le Équipe Formative Territoriali sono una realtà operativa nell’ambito delle azioni ministeriali finalizzate alla realizzazione del Piano Nazionale Scuola Digitale. Si tratta di 120 docenti con esonero dall’insegnamento per supportare e accompagnare le scuole nella progressiva innovazione delle metodologie didattiche e nell’individuazione delle soluzioni più idonee alla realizzazione di ambienti di apprendimento digitali innovativi.

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Durante la sospensione delle attività in presenza, a causa dell’emergenza sanitaria, numerosi interventi sono stati realizzati a supporto di dirigenti scolastici e animatori digitali impegnati nell’individuazione e nella gestione di piattaforme per la didattica a distanza, oltre che nella progettazione di azioni formative per docenti su applicazioni digitali e strategie per la comunicazione online. Si è trattato dell’elaborazione, da parte dei docenti delle Équipe Formative Territoriali, di modelli e percorsi didattici nuovi, che hanno risposto ai bisogni imposti da una situazione mai prima affrontata.

Le circostanze ancora critiche sul piano sanitario richiedono un notevole coinvolgimento dei docenti delle varie EFT regionali, tutte ugualmente impegnate nel fornire alle scuole indicazioni metodologiche nell’impiego di strumenti e tecnologie digitali. Senza contare le azioni organizzative e divulgative, alle quali le EFT collaborano con gli Uffici Scolastici Regionali e Territoriali, oltre ai progetti di raccolta di buone pratiche e documentazione di competenze digitali.

A fronte di un sempre più esteso impegno e coinvolgimento, invece di una conferma dell’esonero dall’insegnamento al termine dell’incarico biennale, sembra che ne usufruiranno solo 20 coordinatori regionali, che dovrebbero essere collocati in posizioni di comando per 36 ore settimanali, mentre i restanti 100 esoneri sarebbero trasformati in 200 semiesoneri. 

Eppure dovrebbero essere servite le negative esperienze di semiesonero già sperimentate, dove il lavoro non è mai ripartito in due ambiti ma risulta sempre raddoppiato, sia perché nella sede di servizio si continua a svolgere integralmente il lavoro consueto, anche in vista del futuro rientro a tempo pieno, sia perché l’incarico esterno è sempre notevolmente impegnativo e coinvolgente. Senza contare che solo due anni di esonero, la maggior parte dei quali dedicata a situazioni emergenziali, non possono aver dato modo ai 120 docenti delle EFT di portare a compimento i progetti più articolati e complessi, che richiedono tempi dedicati alla programmazione, al coinvolgimento di dirigenti, animatori digitali e docenti, alla realizzazione collaborativa e alla conseguente valutazione dei risultati. 

Riusciranno 200 docenti stressati dal duplice fronte lavorativo a svolgere un lavoro delicato e impegnativo con la medesima lucidità di 100 docenti interamente dedicati allo scopo? Non sarebbe meglio mantenere in esonero gli attuali componenti delle EFT, utilizzandone 20 come coordinatori regionali, e potenziare localmente le risorse degli animatori digitali, consentendo loro di accedere a finanziamenti aggiuntivi e/o esoneri parziali concordati con i rispettivi Dirigenti scolastici, per contestualizzare meglio gli interventi nelle realtà locali? 

Certo, servono fondi aggiuntivi, ma le difficoltà incontrate nella maggior parte delle scuole durante le ormai continuative emergenze sanitarie degli ultimi tempi hanno sottolineato la necessità di valorizzare e potenziare le competenze esperte nell’ambito delle tecnologie digitali, per costituire vere task force di supporto per dirigenti, docenti e studenti, alle prese con sfide sempre nuove e impegnative. La didattica a distanza ha messo in evidenza competenze metodologiche da aggiornare, risorse digitali da potenziare, strutture da rinnovare nella maggior parte delle scuole italiane, destinate ad occuparsene anche in futuro.

La didattica in presenza e online dovranno integrarsi in maniera sempre più flessibile per rispondere a rinnovate esigenze formative e far fronte con maggiore perizia ad eventuali criticità. 
Con prospettive emergenziali sempre dietro l’angolo, anziché depotenziare risorse disponibili e già rodate, sarebbe auspicabile arricchire l’offerta di supporto e accompagnamento alle scuole nella realizzazione degli obiettivi di un PNSD sempre più determinante nelle scelte strategiche per il rinnovamento di modalità e strumenti digitali nella didattica. Perché la scuola del futuro si fondi, sì, su arredi nuovi, ma anche – e soprattutto – su nuove competenze.

Fulvia Mazza
Équipe Formativa Territoriale Lombardia