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Erasmus, malgrado il calo fa studiare e viaggiare in Europa 250mila giovani l’anno

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Malgrado il calo registrato negli ultimi tempi, dovuto anche ad una minore gettito di finanziamenti, nell’anno accademico 2011/12 l’Erasmus ha permesso di far viaggiare e studiare in Europa oltre 250 mila giovani. Secondo i dati pubblicati l’8 luglio dalla Commissione europea, questi ragazzi hanno effettuato un tirocinio o hanno trascorso un periodo di studi all’estero, un numero mai raggiunto in passato.
Gli studenti italiani che sono partiti per l’estero nel 2011/12 sono stati 23.377, con un aumento del 6,1% rispetto all’anno accademico precedente. Un buon incremento ma inferiore alla media Ue (+9%). È la Spagna il Paese da cui è partito il maggior numero di studenti (39.545), seguita da Germania (33.363), Francia (33.269). La Spagna è anche di gran lunga la meta più gettonata, avendo accolto quasi 40 mila studenti, seguita da Francia, Germania e Regno Unito. L’Italia si posiziona, sempre per numero di studenti accolti, in quinta posizione con 20.204 giovani
E nella top 100 delle università europee più richieste ben 17 sono italiane. A Bologna – che ha scalato una posizione rispetto al 2010-2011 – va la medaglia di bronzo nell’Ue con 1.713 studenti, dietro soltanto a Granada e Madrid con circa 2.100 giovani ciascuna. Superano i mille studenti accolti anche la Sapienza di Roma (ottava) e l’Università degli studi di Padova (nona), mentre più in basso nella classifica si trovano l’Università degli studi di Torino (27esima), il Politecnico di Milano (32esimo), la Federico II di Napoli (33esima) e l’Università degli studi di Milano (43esima). Dai dati dell’esecutivo comunitario emerge che circa 205 mila studenti, l’80% di coloro che hanno ricevuto un sostegno da Erasmus, hanno scelto di trascorrere in media sei mesi all’estero nell’ambito del loro percorso di laurea. Sono sempre più popolari i tirocini in azienda che, con una crescita del 18%, hanno visto la partecipazione di quasi 50 mila persone. “Le ultime cifre da record testimoniano il successo e la popolarità di Erasmus, un programma più importante che mai in tempi di crisi economica e di elevata disoccupazione giovanile”, ha commentato il commissario europeo per l’Istruzione e la cultura, Androulla Vassiliou. Dal primo gennaio 2014 prenderà il via un nuovo programma Ue per gli scambi giovanili, chiamato Erasmus+, che nei prossimi sette anni intende aiutare quattro milioni di persone a studiare all’estero. Il programma, che riunirà tutti i precedenti meccanismi europei incentrati sull’educazione e sulla formazione, prevede lo stanziamento di 16 miliardi di euro tra il 2014 e il 2020, con un aumento di più del 40% rispetto a quanto era stato concesso tra il 2007 e il 2013. Si prevede che il numero di persone che riceverà una borsa di studio dall’Ue sarà quasi il doppio rispetto al passato, moltiplicando così le opportunità di formazione e di lavoro per i giovani europei.
Intanto, con questo incremento, dal suo avvio, nel 1987, hanno superato la fatidica quota dei tre milioni gli studenti europei che hanno partecipato al programma Erasmus tradizionale: il modo più conosciuto e popolare per proseguire gli studi universitari all’estero.