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Esami di maturità 2026: Finalità, tempi e procedura prevista per la prova orale, bocciatura in caso di scena muta

Con l’emanazione dell’O.M. n° 54 del 26 marzo 2026, il Ministro dell’Istruzione e del Merito, nel definire l’organizzazione e le modalità di svolgimento dell’esame di maturità per l’anno scolastico 2025/2026, ha reso operativo quanto previsto dal decreto 127 del 9 settembre del 2025.

Finalità dell’esame di maturità

L’esame di maturità, conclusivo dei percorsi d’istruzione secondaria di secondo grado, oltre a verificare i livelli degli apprendimenti conseguiti, la maturazione personale raggiunta, l’autonomia e la responsabilità acquisita, ha una funzione orientativa al fine di promuovere scelte consapevoli nel proseguimento degli studi o nell’inserimento nel mondo del lavoro.

Quando inizierà la prova orale

Considerato che il calendario delle prove scritte sono previste per 18 e il 19 giugno e molto probabile che la prova orale abbia inizio lunedì 22 giugno con i candidati il cui cognome inizia con la lettera estratta dalla commissione in seduta comune.
Fermo restante il caso dei corsi di studio in cui sia prevista una terza prova scritta che farebbe scivolare l’inizio della prova orale alla fine di giugno.

Prova orale

Al candidato, nel corso del colloquio, è richiesto di analizzare criticamente mediante una breve relazione o un lavoro multimediale, non solo il percorso di studi seguito, ma anche le esperienze svolte nell’ambito delle attività di formazione scuola-lavoro o dell’apprendistato di primo livello, con riferimento al complesso del percorso effettuato.

La commissione

La commissione d’esame, formata da 2 membri interni per classe, 2 esterni e un presidente ogni due classi, alla luce delle informazioni contenute nel Curriculum di ogni singolo candidato, avvia la prova orale tenendo conto del documento predisposto dal consiglio di classe nel quale sono esplicitate i contenuti, i metodi, i mezzi, gli spazi e i tempi del percorso formativo, i criteri, gli strumenti di valutazione adottati e gli obiettivi raggiunti.

Il consiglio di classe qualora lo ritenesse necessario, può allegare al documento, atti e certificati contenenti prove effettuate e alle iniziative realizzate durante l’anno in preparazione dell’esame di maturità, alle attività di formazione scuola-lavoro, agli stage e ai tirocini eventualmente effettuati, alle attività, ai percorsi e ai progetti svolti nell’ambito dell’insegnamento di Educazione civica.

Bocciatura in caso di scena muta

Alla luce di quanto successo negli esami di stato del 2025 che alcuni candidati avendo raggiunto nelle prove scritte e nei crediti un punteggio sufficiente per essere promosso. Il decreto 127 nel modificare il decreto 62 del 2017 ha introdotto il comma 2 bis con il quale “l’esame di maturità è validamente sostenuto se il candidato ha regolarmente svolto tutte le prove”. Per questo, qualora un candidato facesse scena muta al colloquio finale, sarebbe bocciato.

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