Esame di maturità: “momento importante nella vita di ogni studente” (giugno 2023), “ad alta valenza simbolica,
educativa e di assunzione di responsabilità”, “momento importante di passaggio verso la vita adulta (…),
compimento dei vostri [degli studenti] talenti, che è il senso più autentico dell’Esame di Stato” (giugno 2025),
capace di “guardare alla formazione integrale ed armonica della persona, alla sua capacità di affrontare le sfide
future della vita con responsabilità e autonomia”.
Parola di ministro.
Con riferimento a tale momento così importante e delicato, quest’anno sono nominato commissario esterno.
Nella seduta di insediamento assurgo addirittura a vicepresidente.
Due commissioni, per 44 studenti in tutto (mi è andata bene, numero nella norma: né tanti né pochi).
Quest’anno pungemi vaghezza di fare un semplice esperimento: tenere conto meticolosamente delle ore di
lavoro quotidiano (con esclusione dei tempi di spostamento – circa un’ora/giorno – per arrivare alla sede di
servizio: tra l’altro, pagando di tasca mia i mezzi pubblici, dato che l’azienda di trasporto, che se ne infischia di
quanto a suo tempo dichiarato alla stampa dal ministro, non permette l’utilizzo della carta del docente per
l’acquisto dei titoli di viaggio. Spesa totale per trasporti: 57,20 euro).
A mie spese, ovviamente, anche i costi dei pranzi consumati a scuola per esigenze di servizio: per il personale
scolastico, infatti, niente buoni pasto. Ciascuno si arrangi come può, possibilmente ispirandosi alla frugalità
francescana (che giova pure alla salute).
Condizioni climatiche disumane per commissione e candidati, in aule altrettanto ovviamente prive di qualunque
sistema condizionamento dell’aria. Per farla breve: in totale 73 ore di lavoro effettivo.
Oggi arriva il cedolino recante il compenso per il lavoro svolto: 780,97 euro netti (e come vicepresidente mi tocca
pure qualcosa in più!). D’altronde, compensi fermi dal 2007 (record mondiale, probabilmente).
Retribuzione oraria netta: 10,70 euro/ora. Considerando le spese vive sostenute per servizio si va
tranquillamente sotto i 10 euro/ora. Meno del compenso orario richiesto a Milano da un collaboratore
domestico. Strano modo, a ben pensarci, di “lavorare per restituire dignità al personale della scuola” (Valditara,
congresso Confsal, giugno 2023).
Disastro economico, ma esperimento riuscito: finalmente infatti si può attribuire un significato preciso a quel che
intende per “merito” il ministero del merito per i propri docenti, quando impegnati in quel momento tanto
solenne che è l’esame di maturità.
Ivan Cervesato