Con la presente desidero porre alla Vostra attenzione alcune forti perplessità relative ai criteri di calcolo del compenso e del rimborso spese per il personale impegnato come commissario esterno negli Esami di Stato, ruolo che ricopro anche quest’anno in qualità di docente di Lingua Inglese presso la scuola secondaria di II grado.
In data odierna, la segreteria dell’istituto presso cui sto svolgendo tale funzione mi ha comunicato che, ai fini del calcolo del rimborso per la trasferta, è possibile prendere in considerazione esclusivamente il trasporto extra-urbano. Ritengo che tale disposizione sia profondamente penalizzante e scollata dalla realtà operativa: risulta del tutto irrealistico ipotizzare che i docenti raggiungano a piedi le sedi d’esame dai nodi di interscambio extra-urbani, sia per le distanze complessive, sia per le temperature eccezionali di queste settimane.
A ciò si aggiunge l’applicazione della normativa vigente che, prevedendo la liquidazione della trasferta sulla base della distanza dalla sede di servizio o di residenza a seconda dell’opzione economicamente più favorevole per l’Amministrazione, riduce ulteriormente un compenso già di per sé ampiamente inadeguato all’impegno profuso e alle responsabilità richieste. Tale meccanismo ignora la realtà dei fatti: nel mio come in molti altri casi, la sede di residenza dista notevolmente da quella di servizio. Poiché durante il periodo d’esame gli spostamenti partono inevitabilmente dall’abitazione effettiva e non dalla scuola di titolarità, i docenti si trovano a farsi carico di tempi di percorrenza e costi vivi notevolmente superiori, senza alcuna forma di tutela o ristoro.
Questo genere di disposizioni e il generale sotto-dimensionamento dei compensi non fanno che accrescere il disorientamento e la delusione della categoria, giustificando ampiamente il diffuso e crescente rifiuto da parte di molti colleghi nel ricoprire i ruoli di commissario esterno e presidente di commissione agli Esami di Maturità conclusivi del quinquennio superiore.
Auspico che tali criticità possano essere messe in luce e siano oggetto di una futura e necessaria revisione a tutela dei diritti dei lavoratori della scuola.
Monica Sartori