Registrati
02.10.2026

Geografia negli istituti tecnici, l’AIIG: “Quadri orari da chiarire dopo il decreto-legge”

L’entrata in vigore del nuovo decreto-legge sulla scuola riapre la questione dei quadri orari degli istituti tecnici e, in particolare, quella delle ore di Geografia nel settore economico. A intervenire è l’AIIG, l’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia, che ricostruisce il percorso che ha portato alla modifica.

Un intervento annunciato dall’estate

Secondo l’associazione, l’articolo 9 del decreto-legge 30 settembre 2026, n. 170 non costituisce un intervento inatteso: la modifica dei quadri orari era stata annunciata dal Ministero già durante l’estate, emergendo dalla discussione con i sindacati e in risposta alle interrogazioni parlamentari sostenute dalla protesta dei docenti e dalle istanze della stessa AIIG. Un passaggio chiave risale all’8 luglio 2026, quando il Ministero dell’Istruzione e del Merito incontrò le organizzazioni sindacali per discutere proprio della revisione dell’assetto degli istituti tecnici, annunciando in quell’occasione l’eliminazione, per il primo biennio, della quota di autonomia di 132 ore.

La risposta parlamentare del 14 luglio

Nella risposta a un’interrogazione presentata alla Camera, si precisa che nell’incontro dell’8 luglio il Ministero aveva annunciato l’eliminazione della quota di autonomia nel primo biennio, con il ripristino delle ore destinate alle scienze sperimentali e il potenziamento di Geografia e della seconda lingua straniera nel settore economico.

Una questione ancora aperta

In base all’articolo 9 del decreto, la quota di autonomia di 132 ore nel primo biennio scompare, mentre gli elementi di base dell’indirizzo passano da 495 a 627 ore: le stesse 132 ore, quindi, risultano ricondotte all’area di base. Per l’AIIG è però necessario che il Ministero renda noto un nuovo quadro orario con la declinazione delle discipline, la loro denominazione e le classi di concorso di assegnazione. Senza questo passaggio ulteriore, osserva l’associazione, si resta in una fase di transizione normativa che non chiarisce interamente il quadro: cambiare la denominazione dell’area degli istituti tecnici serve a poco se il quadro applicativo resta incompleto e soggetto alle più varie interpretazioni.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate