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Esami di terza media: ottiene 9, i genitori fanno ricorso per il 10 ma il Tar lo rigetta. Il giurista: “I vostri figli non sono tutti geni”

Ancora ricorsi al Tar da parte di genitori che contestano le decisioni della scuola: mamma e papà di un ragazzo siciliano che ha ottenuto nove agli esami di terza media hanno deciso di rivolgersi ai giudici per ottenere il massimo, dieci. Lo riporta Open.

La ricostruzione

I professori avevano giudicato le prove dei suoi esami “non del tutto prive di errori” e pari a una valutazione di 8 che, a fronte della media finale, ha portato a un 9 finale. Un giudizio contestato dalla famiglia, secondo cui la scuola doveva riconoscere “un più corretto 10”.

I giudici del Tar hanno però dato ragione alla scuola, sottolineando che la commissione di professori aveva attribuito i voti in modo coerente con la prestazione del ragazzo e che, effettivamente, “non tutti i compiti erano privi di errori”. E, hanno ricordato i giudici, la valutazione scolastica non può essere modificata in via amministrativa salvo nei casi in cui vi siano vizi evidenti violazioni dei diritti dello studente. Non era questo il caso, secondo i giudici, che hanno ritenuto infondato il ricorso della famiglia e lo hanno respinto. I genitori, inoltre, sono stati condannati al pagamento delle spese legali per un totale di mille euro.

“Riconoscete il diritto di sbagliare”

A far emergere il caso è stato il prof. Guido Saraceni, noto scrittore ed esperto giurista. “La Giustizia non è un gioco, bisognerebbe pensarci due volte prima di ingolfarne ulteriormente gli ingranaggi, impegnando risorse pubbliche a danno di tutti, per questioni di scarsa o nessuna rilevanza”, ha commentato su Facebook.

“Spero vivamente che quei genitori abbiano fatto tutto da soli, sarebbe avvilente se avessero trovato assistenza e conforto in uno studio legale che, al posto di sconsigliarli, ha accettato. Ma soprattutto va ricordato che i vostri figli non sono tutti geni incompresi, Rock Star, Fashion Blogger o calciatori di Serie A. Sono esseri umani, fisiologicamente immaturi, che stanno attraversando una fase parecchio delicata della propria esistenza. Lasciateli crescere ‘in santa pace’. Riconoscete loro il diritto di annoiarsi, di sbagliare e, soprattutto, di perdere. Non vorrete mica che diventino come voi?”.

Troppi ricorsi, il Tar: “Non possiamo sostituirci alla scuola”

Nel 2024 è esploso il numero di ricorsi al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR), con un’impennata delle contestazioni contro le bocciature scolastiche e le questioni urbanistiche. Il dato emerge dal report dell’attività giudiziaria presentato dalla presidente del TAR Toscana, Silvia La Guardia, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario a Palazzo Medici Riccardi: “Non siamo la scuola, non possiamo giudicare nel merito delle scelte”.

Come riporta Il Corriere, secondo Riccardo Giani, presidente della quarta sezione del TAR, i procedimenti contro le bocciature sono in aumento, ma le vere e proprie promozioni sono rare: “Nel 2023 ne ricordo una o due al massimo”. Questo perché il giudizio della scuola gode di un’ampia discrezionalità e il massimo che un tribunale può disporre è il riesame del caso da parte del consiglio di classe.

Dove invece l’intervento dei giudici amministrativi è più incisivo è nei casi di mancata applicazione del Piano Didattico Personalizzato per studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA). Qui il TAR può intervenire per garantire misure compensative come tempi più lunghi per verifiche e interrogazioni.

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