I bambini della famiglia nel bosco torneranno a scuola? A quanto pare sì, tra qualche giorno, anche se le perplessità rimangono tante. C’è proprio questa urgenza che dovrà essere risolta nei primi giorni di gennaio, quando riapriranno le scuole: la formazione dei tre bambini, ritenuta cruciale dai giudici per consentire ai piccoli di tornare in famiglia, dopo l’allontanamento dello scorso novembre deciso dal Tribunale.
A Fanpage lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente della difesa, ha spiegato che non è così facile. “Immagini dei bambini che non sono mai stati scolarizzati che entrano in un gruppo classe già formato, composto da bambini con condizioni di vita completamente diverse, e che sanno già tutto della loro situazione perché lo hanno sentito in TV, e dai loro genitori. Un’accelerazione di questo tipo potrebbe essere lacerante per i bambini, sarebbe traumatico”, queste le sue parole.
Ecco cosa suggerisce: “Bisogna aiutare i genitori a fare una buona scuola parentale. In Italia è lecito, e ci sono già decine di migliaia di famiglie che lo fanno. Aiutiamoli. Credo che questa sia la strada”.
Nel frattempo la scuola elementare di Palmoli ha già da tempo espresso la propria disponibilità ad accoglierli, però è lontana rispetto alla struttura dove i bimbi attualmente vivono, Vasto. Qui la scuola pubblica non accetta iscrizioni a gennaio. C’è però una scuola privata, sempre a Vasto, che si è offerta di ospitare gratuitamente i tre piccoli.
“La nostra è una scuola bilingue, quindi perfetta per loro – spiega il direttore – . Inoltre siamo una piccola comunità, l’inserimento risulterebbe meno traumatico”. Probabilmente la tutrice opterà in una fase iniziale per una soluzione più semplice: una insegnante all’interno della casa famiglia che seguirà i bambini nella loro scolarizzazione.
Come spiegato da La Tecnica della Scuola, Nathan e Catherine, i genitori, sono contrari alla scuola tradizionale, e hanno scelto per i loro figli un’altra strada. “I genitori perseguono i loro principi di educazione unschooling“, conferma Repubblica, “affidata a quello che i tre figli vogliono, giocare con gli animali, cucinare dolci, fare la calza”. Peccato che, secondo le autorità chiamate a pronunciarsi sul caso, tutto ciò non sarebbe sufficiente. “I risultati di alfabetizzazione sono stati fin qui mediocri, preoccupanti se visti con lo sguardo e la responsabilità dello Stato”.