La scuola e il diritto all’istruzione continuano a essere al centro della vicenda della famiglia nel bosco. Dopo le polemiche delle scorse ore sul divieto per Nathan e Catherine Trevallion di trascorrere con i tre figli le festività natalizie, arrivano nuove notizie circa la modalità di formazione dei ragazzi. A darne conto è Repubblica, secondo cui “c’è un progetto, del Tribunale dei minorenni dell’Aquila e della tutrice dei bambini del bosco, l’avvocata Maria Luisa Palladino, per riportare Utopia Rose, Galoran e Blubell al più presto all’interno di un percorso scolastico”.
Come spiegato da La Tecnica della Scuola, Nathan e Catherine sono contrari alla scuola tradizionale, e hanno scelto per i loro figli un’altra strada. “I genitori perseguono i loro principi di educazione unschooling“, conferma Repubblica, “affidata a quello che i tre figli vogliono, giocare con gli animali, cucinare dolci, fare la calza”. Peccato che, secondo le autorità chiamate a pronunciarsi sul caso, tutto ciò non sarebbe sufficiente. “I risultati di alfabetizzazione sono stati fin qui mediocri, preoccupanti se visti con lo sguardo e la responsabilità dello Stato”.
Per superare questa fase, conclude il quotidiano, “l’avvocata Palladino ha contattato il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, per organizzare con lui un recupero educativo e culturale all’interno dell’Istituto comprensivo Castiglione Messer Marino-Carunchio. Si tratta di quattordici plessi tra il Comune di Palmoli, teatro della vicenda, e cinque tra municipi e frazioni che offrono, tutti insieme, il ciclo dell’infanzia, quello della primaria e le medie inferiori”. Bisognerà attendere le prossime settimane per conoscere ulteriori sviluppi di una vicenda sempre più intricata.