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Fedeli: è improprio mandare i vigili nelle scuole per non fare entrare i non vaccinati

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In una intervista al Corriere del Veneto, la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, di fronte al fatto che erano stati mandati i vigili urbani in una scuola per impedire l’ingresso ai bimbi non vaccinati, ha detto:  “E’ stato improprio mandare i vigili all’asilo per impedire l’ingresso ai bimbi non vaccinati”, come accaduto in un asilo nido di Verona qualche giorno fa.

“Si poteva affrontare quel momento di confronto con più attenzione ai bambini. Quando abbiamo a che fare con dei bambini, specialmente da 0 a 6 anni, che non sanno nemmeno il perché delle scelte dei genitori, noi non possiamo caricare sulle loro spalle altre responsabilità. Dobbiamo lavorare con gli adulti per fare in modo che le bambine e i bambini possano andare al nido e alla scuola dell’infanzia”. “Penso ai bambini, non agli adulti – prosegue Fedeli – per me arrivare davanti a una porta di un asilo o una materna e trovare i vigili… penso a cosa hanno vissuto i piccoli e non i genitori. Per quello ho detto improprio, non sbagliato. Io l’avrei risolta diversamente. Dopodiché mi ha fatto particolarmente piacere che dopo quell’episodio tre dei quattro bambini siano stati vaccinati”.

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Sul “passo indietro” della Regione Veneto che si è allineata alla legge sui vaccini Fedeli spiega di essere “molto soddisfatta, secondo me è una bella pagina di responsabilità istituzionale.

Dimostriamo tutti, indipendentemente dalla giacchetta partitica, che teniamo a un bene profondo: la salute dei ragazzi e delle ragazze, il facilitare le famiglie e il diritto all’istruzione, perché non vanno mai messi in conflitto. Credo che anche i due governatori della Lombardia e del Veneto avessero soltanto in animo di coinvolgere di più, seguire di più, motivare di più.

Ovvero puntare all’obiettivo di far vaccinare i bambini, coinvolgere i genitori, convincerli perché il passaggio all’obbligo è particolarmente importante. Maroni e Zaia sono e sono sempre stati per vaccinare”.

Infine il ministro si dice “tranquilla” sul pronunciamento del Consiglio di Stato: “Quando si fa una legge così impegnativa le verifiche tecniche e giuridiche le fai, perché c’è anche un elemento di salute pubblica”.