La ministra Valeria Fedeli, spiegando il Piano nazionale scuola digitale, ha detto: “Il 15 settembre partirà un gruppo di lavoro con le migliori e i migliori esperti del Paese per rivedere le indicazioni nazionali e intervenire su cosa le nostre studentesse e i nostri studenti studiano a scuola”. Chiarendo pure l’utilizzo di smartphone e tablet degli studenti in classe “e promuovendo un uso consapevole e in linea con le esigenze didattiche. Questo gruppo avrà 45 giorni per pubblicare delle linee guida chiare ed efficaci per le scuole”.
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Salta quindi la circolare del 15 marzo del 2007 firmata dall’allora ministro Giuseppe Fioroni che bandiva l’uso del cellulare e ora “sembra essere intenzione del ministero promuovere l’uso del cellulare e del tablet: un utilizzo –scrive Il Fatto Quotidiano- non certo lasciato alla libertà dei ragazzi ma regolato e reso utile all’attività didattica”.
“Vogliamo garantire la possibilità di scegliere l’uso dello smartphone per finalità didattiche- aveva a suo tempo proposto Davide Faraone-. La libertà di scelta deve essere garantita alle singole scuole, che in autonomia sceglieranno. Se dirigenti scolastici e docenti preparati ritengono che l’utilizzo dei moderni cellulari possa far crescere la loro didattica, le possibilità di apprendimento dei ragazzi, questo ministero li sosterrà”.
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