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21.10.2025

Luisa Ranieri: “Docenti sottopagati, se non danno il massimo non li biasimo. Chiedere ‘come stai?’ conta più di una lezione”

Redazione

L’attrice Luisa Ranieri interpreterà, in una serie tv targata Rai, la preside Eugenia Carfora, la dirigente scolastica “coraggio” di Caivano, una delle zone più degradate del napoletano tra spaccio e povertà. La donna è diventata famosa per il suo grande impegno contro l’abbandono scolastico, andando addirittura a bussare a casa degli studenti che non si presentano a scuola.

La serie tv è stata presentata oggi in anteprima al Festival del Cinema di Roma. La protagonista Ranieri ha discusso con la stampa in merito al mondo della scuola, dicendo la sua su alcune questioni. “Ci sono tantissime Eugenia Carfora, altrimenti questo Paese non andrebbe avanti. Tantissimi dirigenti scolastici e professori che, nonostante siano sottopagati, danno il massimo che possono dare perché fanno il loro mestiere per bene e con passione. E questo mi commuove tantissimo. Poi ce ne sono altri che lo sono meno, ma non li biasimo perché non sono visti dalle istituzioni e da tutti i governi. Tutti dovrebbero investire sulla scuola perché crei cittadini del futuro, crei delle persone consapevoli: istruzione vuol dire sviluppo di un Paese”, queste le sue parole ad Adnkronos.

Per l’attrice “chiedere ‘come stai oggi?’ Oppure dire a un giovane ‘per qualsiasi cosa chiamami’ conta più di una lezione di matematica o di italiano. Perché in questa società e nella loro solitudine in cui i ragazzi sono un po’ persi tra l’apparire e il non sapere le loro potenzialità, la scuola, la famiglia e i punti di riferimento sono fondamentali”. 

“C’è sempre stato un gap tra giovani e adulti. La generazione dei miei figli rispetto alla mia ha un altro tipo di linguaggio perché è cambiata la società. Loro si ritrovano in un contesto molto più violento e competitivo e molto meno empatico”, ha aggiunto.

Docenti e dirigenti di scuole in periferia, Ranieri: “Piccoli eroi”

“Bisogna mettere in condizione le scuole delle periferie, non solo di Caivano ma di tutto il Sud, di lavorare bene – ha spiegato la Ranieri ad Agi– c’è tanta dispersione scolastica, e per combatterla serve una rete efficiente di assistenti sociali e di supporto alle famiglie in difficoltà. Serve una progettualità di lungo periodo, come quella costruita da Eugenia: passo dopo passo, ha creato una rete di fiducia con il territorio e con i genitori, si prende cura dei suoi ragazzi e, anche rompendo le scatole a chiunque, è riuscita ad avere gli strumenti per insegnare”.

“Ci vuole molto coraggio, perché andare in quei territori vuol dire scontrarsi non solo con i disagi di una scuola di periferia che non ha fondi e non riceve ascolto dalle istituzioni, ma anche con le difficoltà del territorio stesso. Eppure è grazie alla forza e alla volontà di questi piccoli eroi, che io chiamo eroi quotidiani, se certe periferie riescono ad avere realtà di eccellenza”, ha aggiunto.

Metal detector a scuola, l’opinione di Ranieri

Ranieri ha anche commentato la notizia relativa all’ingresso di metal detector in alcune scuole di Napoli vista la presenza diffusa, tra i ragazzi, di armi: “Certo è che è un po’ triste che entrino i metal detector ed escano altre materie che magari possono essere più formative. Io con una figlia adolescente ho avuto modo di vedere che alle medie quello che per noi succedeva alle superiori oggi succede là – ha aggiunto all’Ansa – come l’approccio con il sesso, il corpo che cambia, la difficoltà relazionale”.

“Si pensa al metal detector ma bisognerebbe fare un lavoro molto prima sulle famiglie facendo rete”. Poi “l’ascolto che si può ricevere a scuola, il confronto con i propri coetanei che vivono i tuoi stessi problemi, è fondamentale nella crescita – ha osservato – per questo estenderei anche l’obbligo scolastico fino ai 18 anni”.

L’intento “non era di fare un santino di questa donna straordinaria, ma raccontarla per quello che è, un’eroina moderna, come tutti quei professori, i dirigenti di tutte queste scuole delle periferie italiane che, pur essendo abbandonati e sottopagati vogliono cambiare le cose – ha spiegato Ranieri – Volevamo mettere un faro ma senza vittimismo, sull’azione di Eugenia con quella voglia di fare nel quotidiano di fare la propria parte e di farla bene”, ha concluso.

La rivoluzione Carfora

Come riporta Il Corriere della Sera lei il giorno stesso che è arrivata a scuola ha cominciato a ribaltare i vecchi equilibri: ha voluto un cortile ordinato dove l’ex custode aveva costruito un capanno per riparare biciclette; ha ripristinato le uscite di sicurezza dove c’erano mobili e materassi a ostruirle; oggi ha una palestra degna di questo nome; per i ragazzi del corso di agraria c’è un giardino/orto invece dell’erbaccia alta che nascondeva rifiuti; attrezzi e macchinari riparati e salvati da ruggine, incuria e polvere per gli studenti di informatica, meccanica, meccatronica e chimica; aule e corridoi ripuliti da umidità e calcinacci; una cucina e mille progetti per l’alberghiero.

Insomma, la rivoluzione Carfora, che tra poco sbarcherà sul piccolo schermo, merita davvero di essere raccontata e presa a modello.

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